Roma in camper è un problema di aritmetica più che di gusto: dentro non ci si entra, e non è una questione di coraggio ma di zone a traffico limitato, di vie larghe come il mezzo e di posti dove non si può lasciare. Quindi i tre giorni funzionano in un modo solo: si parcheggia una volta, il primo pomeriggio, e da lì in avanti Roma è una faccenda di treni, di autobus e di gambe. La scelta che pesa davvero non è quale monumento vedere, ma quale sosta: da quella dipendono le mattine, perché quaranta minuti di andata e quaranta di ritorno per tre giorni sono quattro ore, cioè mezza giornata di visita che non si fa. Il resto è la città che si conosce, e che a piedi si scopre più piccola di come sembra: dal Colosseo a piazza Navona sono venti minuti.
Dormire
Sosta e pernottamento
Quattro candidate, e nessuna vista da noi. Il metro con cui si scelgono non è il comfort ma il tragitto: quanto ci vuole la mattina per essere in centro, e con quanti cambi.
Area sosta camper Park Colombo
Via Cristoforo Colombo 170, 00147 Roma
cinquanta posti sulla Cristoforo Colombo, che è la più vicina al centro delle quattro: quattro chilometri e mezzo. Il prezzo di quella vicinanza è la strada, che è un'arteria a scorrimento veloce e di notte non tace. Ha scarico e corrente ma non ha i servizi igienici, che con tre notti di fila si sente. Non ci abbiamo dormito: la tariffa si chiede prenotando, e di quanto sia rumorosa davvero non possiamo dire niente
recintata, a est della città, ed è la più attrezzata delle quattro: acqua, scarico, wc, doccia, corrente e wifi, con una navetta per il centro. Cinque chilometri, ma con la navetta contano i suoi orari e non i chilometri. È l'area dove abbiamo dormito noi, quaranta euro a notte
è quella scritta nel percorso, ed è un campeggio e non un'area: alberato, dentro il parco di Veio, con tutti i servizi e la lavanderia. La ragione per cui è la prima scelta non è però il verde: la stazione di Due Ponti è a 449 metri dall'ingresso, a piedi, ed è sulla linea Roma-Viterbo che finisce a piazzale Flaminio, cioè addosso a piazza del Popolo. Nessun cambio, nessuna navetta da aspettare. In più, scendendo da Civita Castellana lungo la Flaminia, ci si passa davanti. Noi però abbiamo dormito al Romae: il Flaminio resta quello che consigliamo, per via della stazione a piedi, ma non l'abbiamo provato, e la tariffa si chiede prenotando
sorvegliata, fuori dal Grande Raccordo all'uscita 24. È la più lontana delle quattro, quasi undici chilometri, e il centro si raggiunge in due tempi: il bus 702 fino al capolinea della metro Laurentina, poi la linea B. Due mezzi e due attese, che moltiplicati per sei tragitti in tre giorni sono la ragione per cui non è la prima scelta. Non ci abbiamo dormito, e la tariffa si chiede prenotando
Con il mezzo in centro non si entra: la zona a traffico limitato copre tutto il centro storico, e anche fuori dalla ZTL le vie non sono fatte per un camper. Si parcheggia una volta e si scende
Il biglietto singolo Metrebus (BIT) costa 1,50 euro e vale cento minuti, con una sola corsa di metro o treno; i biglietti a tempo costano 8,50 euro per 24 ore, 15 per 48 e 22 per 72
Il conto si fa prima di comprare: con quattro corse al giorno il singolo costa sei euro, cioè diciotto in tre giorni contro i ventidue del 72 ore. Il 72 ore conviene se si gira molto o se si vuole smettere di contare, non per risparmiare
Il treno da Due Ponti e le linee urbane stanno tutti dentro Metrebus, quindi lo stesso biglietto vale per il treno, per la metro e per l'autobus
Il centro storico si gira a piedi: dal Colosseo a piazza Navona sono venti minuti
Quello che abbiamo fatto noi: biglietti presi in anticipo, saltafila, per i Musei Vaticani con la Cappella Sistina, per il Pantheon, per la Fontana di Trevi (2 euro a persona) e per la mostra dei LEGO. Per il resto si cammina, e il biglietto dei mezzi serve solo la mattina e la sera, per andare e tornare dalla sosta
Vedere
Punti di interesse
Ventisette voci, che sono molte più di quante ne stiano in tre giorni: servono a scegliere, non a fare la lista della spesa. Le quattro che vogliono la prenotazione sono il Colosseo, il Pantheon, i Musei Vaticani e la Fontana di Trevi, e vanno fissate prima di partire. Tocca un punto sulla mappa per aprirne la scheda qui sotto.
1
Colosseo
Monumento · ingresso a pagamento · 41.89094, 12.49190
il biglietto è unico con Foro e Palatino, è nominativo e vuole la prenotazione della fascia oraria: senza, non si entra. Le vendite aprono trenta giorni prima della data. Vale 24 ore e dà un solo ingresso al Colosseo e uno all'area del Foro e del Palatino, quindi le due cose si fanno nella stessa giornata. A settembre il Colosseo apre alle 8:30 e l'ultimo ingresso è alle 18:15.
Monumento · ingresso a pagamento · 41.89164, 12.48673
è il foro originale, quello cresciuto pezzo per pezzo nella valle fra il Campidoglio e il Palatino: da non confondere con i Fori Imperiali, che sono le cinque piazze aggiunte accanto secoli dopo e che dalla strada si vedono gratis. Qui invece si entra, con lo stesso biglietto del Colosseo, ma apre più tardi, alle 9:00, e il parco chiude alle 19:15. Non ha ombra: a settembre le ore centrali si pagano.
Monumento · ingresso a pagamento · 41.88931, 12.48711
sta nello stesso recinto del Foro e con lo stesso biglietto, ma quasi nessuno ci sale, e sbaglia: da lassù si guardano dall'alto il Foro da una parte e il Circo Massimo dall'altra, e si capisce la forma della città come da nessun altro punto. È anche l'unico posto del giro dove ci sono alberi.
non è un monumento da visitare ma una conca di prato lunga seicento metri, aperta e gratuita. Verso sera diventa il posto in cui ci si siede a guardare il Palatino che si accende, ed è per quello che nel percorso sta alla fine della giornata.
Monumento · ingresso a pagamento · 41.87883, 12.49247
fuori dal giro più battuto, un chilometro a sud del Circo Massimo, e per questo si visitano con calma quando tutto il resto è pieno. Quello che resta sono muri alti come palazzi: serve per capire che le terme non erano un bagno ma un quartiere.
Monumento · ingresso a pagamento · 41.89862, 12.47683
si paga dal 2023, e dal primo luglio 2026 il biglietto è passato da 5 a 7 euro. Si prenota in anticipo sui canali ufficiali, e l'ingresso è gratuito la prima domenica del mese. Dentro non ci sono file da seguire: si entra, si guarda il buco nella cupola, e si esce quando si vuole.
ha la forma che ha perché è costruita sopra uno stadio, quello di Domiziano, e la curva in fondo è la curva delle gradinate. È a duecento metri dal Pantheon, quindi le due si fanno di seguito senza pensarci.
Monumento · ingresso a pagamento · 41.90098, 12.48329
si paga, 2 euro a persona, e il biglietto conviene prenderlo prima. È il posto più affollato del centro a qualunque ora del giorno: l'unico modo di vederla con calma è molto presto, prima delle otto, o molto tardi. Noi ci siamo arrivati alle tre del pomeriggio e c'era la folla: la vasca si vede lo stesso, la fotografia senza gente no
sono due posti diversi nella stessa piazza. La mattina è un mercato di frutta, verdura e banchi per turisti; la sera si svuota dei banchi e si riempie di gente ai tavoli. Chi ci passa una volta sola sceglie quale delle due vedere.
sulla scalinata non ci si può sedere, e c'è chi fa la multa: è una regola del 2019 e vale davvero. Da qui parte via del Babuino verso piazza del Popolo, che è dove scende il treno di Due Ponti: chi dorme al Village Flaminio entra in città da questa parte.
l'ingresso alla basilica è gratuito, ma si passa da un controllo di sicurezza e la fila attraversa la piazza: al mattino presto è corta, verso metà mattina è lunga un'ora. Le spalle e le ginocchia vanno coperte, e la regola si applica all'ingresso.
si prenota sul sito ufficiale, e chi arriva senza prenotazione fa una fila che vale la visita. Sono mezza giornata piena e non un'ora: il percorso è a senso unico e finisce nella Cappella Sistina, quindi non si entra "solo per la Sistina". Se si fanno, Trastevere slitta al giorno dopo.
Castello · ingresso a pagamento · 41.90312, 12.46634
nasce mausoleo di Adriano, diventa fortezza dei papi, e il passetto che lo collega al Vaticano è la via di fuga che ha funzionato davvero nel 1527. Dalla terrazza in cima si vede San Pietro di fronte e il fiume sotto, ed è la vista che ripaga la salita.
si passa il fiume e cambia il passo. Piazza Santa Maria in Trastevere ha la basilica con i mosaici d'oro sulla facciata, che di sera sono illuminati; intorno sono vicoli stretti e osterie. È il posto dove si finisce la giornata, non dove la si comincia. Noi abbiamo mangiato da Tonnarello, in via della Paglia, a due passi dalla basilica
si sale a piedi da Trastevere, ed è una salita vera. In cima c'è il piazzale Garibaldi, da cui Roma si vede tutta intera, e a mezzogiorno spaccato sparano un colpo di cannone a salve: lo fanno ogni giorno dal 1904, e chi non lo sa fa un salto. Al tramonto è il posto da cui si guarda la città cambiare colore.
è il museo che tiene il resto di questo viaggio. Qui stanno le lamine d'oro di Pyrgi, trovate a Santa Severa, con lo stesso testo in etrusco e in fenicio; qui sta buona parte di quello che è uscito dalla necropoli della Banditaccia; e qui c'è il Sarcofago degli Sposi, che viene da Cerveteri. E dal 1 luglio 2026 ci sono anche le pitture della tomba François di Vulci: staccate dai muri nel 1863 e chiuse per centosessant'anni in una collezione privata, lo Stato le ha comprate a maggio del 2026 e adesso si vedono, con un video che ricostruisce la tomba intera. Fino a fine dicembre 2026 le accompagna la mostra "Il Ritorno degli Eroi", che rimette insieme il corredo disperso fra Louvre, British Museum, Bruxelles e Losanna. Chi fa questo viaggio incontra quattro volte il cartello "sta a Villa Giulia", e questo è il posto dove smette di incontrarlo. Sta a nord di piazza del Popolo, cioè sulla strada di chi torna al Village Flaminio.
il mercato coperto nuovo, fuori dal giro dei monumenti, con i banchi dove si mangia in piedi. È il posto in cui si va per pranzare e non per visitare, ed è a venti minuti a piedi dal Circo Massimo. Chiude nel primo pomeriggio, quindi funziona a pranzo e non a cena.
ci si passa sopra andando verso Trastevere, sul ponte Fabricio, che è del 62 a.C. ed è il ponte più antico di Roma ancora in uso: ci si cammina sopra senza accorgersene. Dall'isola si scende alla riva del fiume, che d'estate è un'altra città.
non sono il Foro Romano: sono i cinque fori che gli imperatori aggiunsero accanto, tagliati in due dalla via che Mussolini ci fece passare sopra nel 1932. Dalla strada si vedono gratis e dall'alto, che è il modo in cui li vede quasi tutti: il Foro di Traiano con la sua colonna, i Mercati, il Foro di Nerva, quello di Augusto. La Colonna Traiana è alta trenta metri e porta avvolta a spirale la cronaca della guerra dacica, duecento metri di rilievo che da terra si leggono solo in parte. Di sera sono illuminati e la strada è chiusa alle auto.
i romani lo chiamano la macchina da scrivere e non è un complimento, ma di sera, tutto illuminato in marmo bianco, la battuta si spegne da sola. Dentro c'è il Milite Ignoto con le due sentinelle, e si entra gratis; l'ascensore che porta alla terrazza delle quadrighe si paga a parte. Le due fontane ai lati sono l'Adriatico e il Tirreno, e la scalinata è il posto da cui si guarda piazza Venezia.
ci si arriva per centoventiquattro gradini ripidissimi, costruiti nel 1348 come voto per la fine della peste, e non c'è corrimano: è la salita che scoraggia più gente in tutta Roma, e per questo dentro c'è silenzio a due passi dal Vittoriano. Sta sulla cima del Campidoglio, accanto alla piazza di Michelangelo, e dall'alto della scalinata si guarda il quartiere dall'altra parte.
la disegnò Michelangelo, ed è la prima piazza moderna d'Europa: la pavimentazione a stella ovale, i tre palazzi che si chiudono a trapezio, e la cordonata che sale con gradini bassi perché ci passassero i cavalli. Al centro sta la copia della statua equestre di Marco Aurelio, l'originale è dentro i Musei Capitolini. La piazza è aperta e gratuita a qualunque ora, i musei no: sono un'altra visita e un altro biglietto.
Monumento · ingresso a pagamento · 41.89528, 12.47694
quattro templi repubblicani, i più antichi di Roma, in una buca in mezzo al traffico. La cosa che si racconta è che qui, nella Curia di Pompeo che stava sul lato, fu ucciso Cesare alle idi di marzo del 44 a.C. Fino al 2023 si guardavano solo dall'alto del parapetto; da allora una passerella scende dentro l'area e si cammina fra i templi. Nella buca vive una colonia felina che è un'istituzione della città.
è la chiesa madre dei gesuiti e il modello che tutto il barocco ha copiato: una navata sola, larga, senza colonne che tolgano la vista dell'altare, perché lì si andava per ascoltare la predica. La volta è il "Trionfo del Nome di Gesù" del Baciccio, e i corpi dipinti escono dalla cornice e fanno ombra sul soffitto vero. A destra c'è la cappella di Sant'Ignazio, con il lapislazzuli più grande del mondo sul globo in cima.
l'unica chiesa gotica di Roma, e la sorpresa è tutta dentro: volte azzurre a stelle d'oro che in questa città non si vedono da nessun'altra parte. Ci sono il "Cristo redentore" di Michelangelo accanto all'altare, la tomba di santa Caterina da Siena sotto, e quella del Beato Angelico. Davanti, in piazza, sta l'elefantino del Bernini che regge un obelisco egizio sulla schiena: i romani lo chiamano il pulcino della Minerva, ed è alto quanto un bambino.
i soldi per la cupola finirono, e allora la cupola la dipinsero: quello che si vede in fondo alla navata è una tela piatta di diciassette metri, opera di Andrea Pozzo, e da un punto preciso del pavimento sembra vera. Da un altro punto si sfalda, ed è il gioco. La volta della navata è la "Gloria di Sant'Ignazio", dello stesso Pozzo, e per guardarla senza spezzarsi il collo in mezzo alla chiesa c'è uno specchio inclinato. È gratis, e vale quanto molte cose che si pagano.
piccola, in una piazza fuori dal passaggio a due passi dalla Minerva. Sull'architrave sta scritto ARCHICONF. PIETATIS CARCERATORVM: era la sede dell'arciconfraternita che si occupava dei carcerati, e che aveva il privilegio di liberarne uno condannato a morte il giorno di Ferragosto. Non è una tappa, è una di quelle cose che si trovano girando l'angolo.
Tre appuntamenti che non sono per turisti: uno è il compleanno della città, uno è la festa di un rione, e uno è l'estate intera.
Il prossimo: Natale di Roma · 21 apr
21apr
Natale di Roma
21 aprile
il compleanno della città, che secondo la tradizione è stata fondata il 21 aprile del 753 a.C. Si festeggia con cortei in costume e con iniziative nei musei civici: è l'unico giorno dell'anno in cui Roma si guarda allo specchio. Le celebrazioni però durano alcuni giorni intorno al 21, e il corteo storico del Gruppo Storico Romano cade di solito nella domenica più vicina: nel 2026 è stato domenica 19
17-25lug
Festa de' Noantri
dal sabato dopo il 16 luglio
la festa di Trastevere, e il nome lo dice tutto: "noi altri", quelli del rione. La tradizione risale al Cinquecento e negli anni Venti è diventata festa popolare. La statua della Madonna del Carmine va in processione per i vicoli fino a San Crisogono, dove resta esposta una settimana; la domenica dopo torna sul fiume, su una barca, fino all'altezza di ponte Garibaldi, perché la statua fu trovata alla foce del Tevere. Chi capita a Roma in quei giorni veda quella, non un monumento in più
da confermare
Le date di quest'anno non sono ancora uscite
Estate Romana
da giugno a settembre
non un evento ma un programma: cinema, concerti e teatro sparsi per la città, cortili e parchi compresi. Cambia ogni anno, e si guarda arrivando
Ricorda
Consigli utili
La sosta si sceglie sul tragitto, non sui servizi. Quaranta minuti di andata e quaranta di ritorno, per tre giorni, sono quattro ore: mezza giornata di Roma che non si fa. Fra le quattro candidate il Village Flaminio è l'unica con la stazione a piedi, 449 metri, e con un treno che arriva in centro senza cambi
Quattro prenotazioni si fanno prima di partire: Colosseo, con la fascia oraria obbligatoria e le vendite che aprono trenta giorni prima; Pantheon; Musei Vaticani; e anche la Fontana di Trevi, che si paga 2 euro a persona. Le altre cose si decidono la mattina stessa
Il biglietto del Colosseo vale 24 ore e dà un ingresso al Colosseo e uno al Foro con il Palatino: sono una giornata sola, non due
Il lunedì è il giorno giusto per la città. Colosseo, Foro e Palatino sono aperti, mentre è il giorno in cui chiudono le necropoli e i musei del circondario: chi arriva di lunedì fa Roma e tiene gli Etruschi per gli altri giorni
Chi fa questo viaggio incontra tre volte lo stesso rimando: le lamine di Pyrgi, i corredi della Banditaccia e il Sarcofago degli Sposi sono tutti a Villa Giulia, e Villa Giulia è a Roma. Se si vuole chiudere il cerchio, il posto è qui e il momento è questo
Come abbiamo diviso i tre giorni: il primo pomeriggio il Testaccio, con il Cimitero Acattolico e la Piramide, e la sera il Colosseo e i Fori Imperiali illuminati fino al Vittoriano; il secondo giorno tutto a piedi nel centro storico, da Torre Argentina al Pantheon a Trevi; il terzo intero ai Musei Vaticani e a San Pietro. A Roma eravamo già stati più volte, e la scelta lo dice: niente Colosseo da dentro, niente Foro a pagamento, e il tempo speso a guardare in alto invece che a fare la fila. Senza bambini la mostra dei LEGO si salta; il giro a piedi con il naso all'insù no, quello resta la cosa migliore che Roma sa dare
In coda per il Pantheon si mangia lo stesso: l'asporto di Appetito Pizza Gourmet, in piazza della Rotonda, sta a venti metri dalla fila, e la fila per il Pantheon è lunga a qualunque ora
Dove si è mangiato: la carbonara da Vittorio a Portuense, in via Giuseppe Lunati, che sta fuori dal centro e infatti costa e vale quanto un posto dove mangiano i romani. Non è a portata di giornata dal centro storico: ci si va la sera, tornando verso la sosta
Roma · seconda parte
e poi?
Cosa si fa, cosa si assaggia, e dove si va domani.
Esperienze da qui
Quello che abbiamo fatto partendo da qui, ordinato per tempo di guida.
togli la cotenna al guanciale e taglialo a listarelle spesse mezzo centimetro, non a dadini: devono restare croccanti fuori e morbide dentro
mettilo in una padella fredda e larga, senza olio e senza burro, e accendi a fuoco medio basso: il grasso deve sciogliersi piano e diventare lui il condimento
quando le listarelle sono dorate e il grasso è limpido, spegni e tienile da parte nella loro padella, fuori dal fuoco
porta a bollore l'acqua e salala poco, perché il pecorino e il guanciale portano già il loro sale, e butta la pasta
intanto sbatti in una ciotola i tuorli con l'uovo intero, il pecorino e una macinata generosa di pepe, fino a una crema densa e senza grumi
allunga la crema con due cucchiai di acqua di cottura bollente, versata a filo e mescolando: è il passaggio che la rende lucida e che le insegna a non impazzire dopo
scola la pasta un minuto prima del tempo, tenendo da parte un mestolo di acqua, e versala nella padella del guanciale ancora spenta, mescolando per un momento
togli la padella dal fornello, aspetta una decina di secondi che smetta di sfrigolare, poi versa la crema e mescola svelto: se la padella scotta ancora, l'uovo si rapprende e la carbonara è persa
regola con l'acqua tenuta da parte finché la crema vela la pasta, finisci con altro pecorino e altro pepe, e portala in tavola subito
55 scatti del nostro passaggio. Toccane uno per vederlo grande.
il Colosseo illuminato di sera, visto dalla strada che gli passa davanti, con il semaforo rosso e la gente seduta sul marciapiedeGabriele e Marcella davanti al Colosseo acceso, in mezzo alla gente che a quell'ora è ancora tutta lìLetizia in mezzo alla via dei Fori Imperiali chiusa alle auto, con il Colosseo dietro le spallegli scavi del Foro Romano dal parapetto della strada, con il cielo ancora blu: un colonnato di granito rimesso in piedi su una gradinata nuova, e in fondo a sinistra la chiesa incastrata nel Tempio di Antonino e Faustinail Tempio di Antonino e Faustina, con la chiesa di San Lorenzo in Miranda costruita dentro il portico antico, e davanti gli scavi del Foro Romano di serala statua di Augusto con il braccio alzato sulla via dei Fori Imperiali, e Letizia in piedi accanto al basamento che ne dà la misurala Colonna Traiana e la cupola del Santissimo Nome di Maria, che di notte sembrano appoggiate una all'altrala Colonna Traiana da vicino, con i rilievi della guerra dacica che si avvitano per trenta metri e la chiesa illuminata a fiancoil Foro di Traiano dall'alto della strada: le colonne rimaste in piedi, la pavimentazione antica e le due chiese in fondole colonne della Basilica Ulpia riprese dal basso, con i capitelli corinzi e l'architrave sospeso sopra la testail Vittoriano di sera dal lato, con le quadrighe di bronzo sul cornicione contro il cielo neroil Vittoriano dalla scalinata, con le bandiere ai lati e la gente che sale e scende in controluceil Vittoriano di fronte, tutto bianco e illuminato: è la fotografia che spiega perché a Roma lo chiamano la macchina da scrivereLetizia seduta sul bordo di una delle due fontane del Vittoriano, quella con il gruppo di marmo che rappresenta un marei centoventiquattro gradini dell'Aracoeli visti dal basso, e in cima la facciata di mattoni della basilica illuminata di arancionela cordonata di Michelangelo che sale al Campidoglio, di notte e vuota, con il Palazzo Senatorio in fondol'Area Sacra di Torre Argentina dall'alto del parapetto, con la passerella nuova che scende dentro e i palazzi che le stanno intornoi quattro templi repubblicani nella buca, con il pino domestico che li scavalca e il traffico che gira intorno senza guardarlila facciata della Chiesa del Gesù contro il cielo, quella che tutto il barocco ha poi copiatoLetizia davanti al mago di mattoncini a grandezza naturale, dentro la mostra dei LEGO di via d'Aracoeliil Circo Massimo del VI secolo a.C. ricostruito in mattoncini, con le bighe sulla pista rossa, e Letizia che lo guarda dal bordolo stegosauro a piastre viola e gialle, uno dei pezzi grandi della mostrala Fontana di Trevi in mattoncini con l'acqua azzurra e la piazza piena di omini: la stessa che avremmo visto vera nel pomeriggiola Trevi di mattoncini vista di lato, con le scalinate e la folla in miniatura tutt'intorno alla vascala basilica di San Pietro in mattoncini, con il colonnato e la piazza riempita di fedeli in plasticaLetizia faccia a faccia con il tirannosauro a bocca aperta, e la faccia che fa è metà della fotografial'elefantino del Bernini con l'obelisco sulla schiena in piazza della Minerva, e dietro il fianco tondo del Pantheonl'obelisco egizio che l'elefante regge sulla groppa, da vicino: i romani lo chiamano il pulcino della Minervale volte azzurre a stelle d'oro della Minerva, l'unica chiesa gotica di Roma, che dentro non sembra affatto Romala statua della Madonna incoronata con il Bambino, con il rosario in mano, in una cappella della Minervail pronao del Pantheon preso dal basso, con le colonne di granito che convergono verso il cielole colonne del portico da sotto, monoliti egizi alti dodici metri arrivati qui duemila anni fauna delle cappelle laterali dentro il Pantheon, incorniciata da due colonne scanalatela cupola del Pantheon con i cassettoni che si rimpiccioliscono verso l'oculo, e il buco di nove metri che è l'unica lucela rotonda del Pantheon vista dall'interno, con la gente che gira sotto le nicchie e i telefoni tutti puntati in altoeccoci tutti e quattro in cerchio sotto l'oculo, con il telefono appoggiato per terra e la cupola che ci gira intornola cupola intera dal centro della rotonda, con la fila di chi entra sul pavimento di marmo anticole edicole e le colonne di marmo colorato del giro interno, quelle che quasi nessuno guarda perché guardano tutti in altola tomba di Vittorio Emanuele II dentro il Pantheon, con la corona di bronzo e la scritta PADRE DELLA PATRIApiazza della Rotonda vista da dentro il portico, incorniciata fra le colonne come da una finestrala fontana e l'obelisco Macuteo in piazza della Rotonda, con la piazza piena a mezzogiornola volta di Sant'Ignazio con la Gloria dipinta da Andrea Pozzo, dove l'architettura finta continua quella vera senza che si veda la giunturaun altare laterale di Sant'Ignazio, con la pala dentro la cornice di marmi e le colonne tortilila volta presa per il lungo della navata: i corpi escono dalla cornice e fanno ombra sul soffitto verola navata verso l'altare maggiore, con la finta cupola in fondo che da qui sembra una cupola veral'abside e il catino dipinto, con gli stucchi dorati e le figure che si sporgono dai cornicionila volta guardata nello specchio inclinato che la chiesa mette in mezzo alla navata, per non spezzarsi il collo: si vede il telefono in basso, che è il modo in cui la guardano tuttipiazza di Sant'Ignazio con le facciate curve dei palazzi che si aprono a ventaglio, disegnate come le quinte di un teatrola Fontana di Trevi di scorcio nel primo pomeriggio, con l'acqua verde e la luce piena sui marmiTrevi di fronte, con Oceano sul carro in mezzo alle due Tritoni e la facciata di Palazzo Poli dietroMarcella davanti alla fontana, sul bordo della vasca, alle tre del pomeriggio di un giorno di settembrela chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio in faccia alla fontana, con la folla seduta sui gradini che guarda dall'altra parteun manifesto del gelato in mezzo alla strada, che nel pomeriggio di settembre a Roma sembra meno una pubblicità e più un'indicazionela facciata di San Giovanni della Pigna, con scritto sull'architrave ARCHICONF. PIETATIS CARCERATORVM, l'arciconfraternita che si occupava dei carceratila carbonara nel padellino, da Vittorio a Portuense, la sera dell'8 settembre: fuori dal centro, dove mangiano i romani