la città degli Asburgo con il confine dentro, il castello dei conti, piazza della Vittoria, la Transalpina con un piede in Slovenia, i Borbone di Castagnevizza, la jota e la ribolla del Collio, e a venti minuti il Carso della Grande Guerra
Gorizia è una città di confine, e il confine le passa dentro. Fu degli Asburgo per più di quattro secoli, dal 1500, quando morì l'ultimo dei conti che avevano tenuto il castello sul colle, e nell'Ottocento il clima mite, le ville e i giardini ne fecero la "Nizza austriaca": ci morì in esilio Carlo X, l'ultimo re Borbone di Francia, sepolto con la sua famiglia a Castagnevizza, che oggi è in Slovenia. Nella Grande Guerra restò trenta mesi in prima linea, e il 9 agosto 1916 vi entrarono gli italiani. Nel 1947 il trattato di pace tracciò il confine con la Jugoslavia fra le case, e di là nacque Nova Gorica; la rete che tagliava la piazza della Transalpina è caduta nel 2004, e oggi ci si sta con un piede in Italia e uno in Slovenia. Nel 2025 le due città sono state insieme Capitale europea della cultura. Il giro a piedi parte dal castello e dal Borgo Castello, con il Museo della Grande Guerra e il Museo della Moda riaperti nuovi, scende in piazza della Vittoria, con Sant'Ignazio e i suoi campanili a cipolla, e passa dai palazzi Coronini e Attems e dalla sinagoga del vecchio ghetto. Intorno ci sono le colline del vino del Collio, il Sabotino con le trincee, il Monte Santo, e a una ventina di chilometri il Sacrario di Redipuglia e il Carso della Grande Guerra. Il camper resta all'area del Comune in viale Oriani, a dieci minuti a piedi dal centro.
Dormire
Sosta e pernottamento
A Gorizia il Comune ha un'area per i camper sola, in viale Oriani, a dieci minuti a piedi da piazza della Vittoria: diciotto stalli con la corrente, il carico e lo scarico, a pagamento, e ci si ferma al massimo 72 ore. Gratuita, piccola e senza corrente è quella di Gradisca d'Isonzo, a metà strada fra Gorizia e il Sacrario di Redipuglia; un campeggio aperto tutto l'anno c'è di là dal confine, all'imbocco della valle del Vipava, oltre Nova Gorica, a una ventina di minuti di strada.
Area camper di viale Oriani
viale Alfredo Oriani 2, 34170 Gorizia (GO)
l'area del Comune a ovest del centro, illuminata, con la sbarra all'ingresso e una colonnina della corrente da 2,8 kW per stallo; ci si sta al massimo 72 ore. Piazza della Vittoria è a una decina di minuti a piedi, e il supermercato più vicino a poco più di un chilometro. Gli stalli sono quasi tutti al sole. Nei giorni di Gusti di Frontiera, a fine settembre, l'area chiude: nel 2026 è rimasta chiusa dal 24 al 29 settembre. Il Comune può riservare una parte degli stalli ai raduni dei club, e anche in quei giorni il carico e lo scarico restano aperti a chi è di passaggio. Nell'ottobre 2026 i viaggiatori hanno trovato la sbarra alzata e la cassa automatica ferma
diciotto stalli
ElettricitàAcquaScaricoScarico chimico
Secondo PromoTurismoFVG, 15 euro le 24 ore, tutti i giorni, con la corrente compresa; per una sosta breve 2 euro l'ora, con un minimo di due ore. Si paga alla cassa automatica, in contanti o con la carta · 0481 535764 · turismofvg.it
il piccolo parcheggio del Comune per i camper sulla strada per Trieste, all'uscita di Gradisca verso Redipuglia, fra un supermercato e un distributore, illuminato, con il carico dell'acqua e lo scarico; non ha la corrente né i bagni. Il centro di Gradisca, con la fortezza veneziana e le mura, è a circa un chilometro a piedi, e Gorizia a undici chilometri. È la sosta più comoda per il Carso della Grande Guerra: il Sacrario di Redipuglia e il Monte San Michele sono a una decina di minuti, Gorizia a una ventina
un campeggio a tre stelle in Slovenia, all'imbocco della valle del Vipava, a sei chilometri da Nova Gorica e una decina di strada da Gorizia, aperto tutto l'anno, con il punto di servizio per i camper, i bagni e le docce nuovi, la lavatrice e l'asciugatrice, il parco giochi, i gazebo con il barbecue e il ristorante Termika all'ingresso, con la terrazza. Ci si arriva da Gorizia passando il confine a Casa Rossa e attraversando Nova Gorica verso est, sulla strada per Ajdovščina, senza prendere la superstrada: così la vignetta slovena non serve. Il nome viene dal Lijak, la parete di roccia che gli sta sopra, da cui si lanciano i parapendii tutto l'anno: il campeggio organizza i voli in tandem, le escursioni a piedi e in bicicletta. Si lascia la piazzola entro le 13:00
ElettricitàAcquaScaricoScarico chimicoWCDoccia
Secondo il listino del campeggio per il 2026, 12 euro a persona, 14 dal 25 giugno al 5 settembre, i ragazzi dai 7 ai 14 anni 9 euro, 11 d'estate; 5 euro il camper, 7 euro la corrente; a persona, una volta, 1,50 euro di registrazione, e ogni notte 2,50 euro di tassa di soggiorno e 1,80 di tassa ecologica · +386 5 30 88 557 · camplijak.com
Gorizia si gira a piedi, e il camper resta all'area di viale Oriani. Il confine con la Slovenia passa dentro la città: a Nova Gorica si va a piedi dalla piazza della Transalpina, in camper dal valico di Casa Rossa, e da quando l'Italia ha rimesso i controlli alle frontiere con la Slovenia, nell'ottobre 2023, ai valichi si può essere fermati.
Si arriva dall'autostrada A34, la Villesse-Gorizia, diciassette chilometri senza pedaggio che partono dalla A4 Venezia-Trieste allo svincolo di Villesse, dopo la barriera dove si paga la A4. Le uscite sono Villesse, Gradisca d'Isonzo, Gorizia Autoporto e Gorizia; poco dopo l'ultima l'autostrada passa il confine a Sant'Andrea e continua in Slovenia come superstrada H4, per Ajdovščina, Postumia e Lubiana. Sulla A34 dal 15 novembre al 15 aprile si viaggia con le gomme invernali o con le catene a bordo
Il confine: l'Italia ha rimesso i controlli alle frontiere interne con la Slovenia il 21 ottobre 2023 e li ha prorogati di sei mesi in sei mesi, l'ultima volta fino al 18 dicembre 2026. Ai valichi la polizia può fermare chi passa e chiedere i documenti: ci vogliono la carta d'identità o il passaporto di tutti, anche dei ragazzi. Per un camper il valico è quello di Casa Rossa, la Rožna Dolina degli sloveni, a sud-est del centro, da cui si entra a Nova Gorica senza autostrada. La piazza della Transalpina, davanti alla stazione di Nova Gorica, è pedonale: ci si sta con un piede in Italia e uno in Slovenia, ma in camper non si passa
La vignetta slovena: in Slovenia autostrade e superstrade si pagano con la e-vignetta, legata alla targa e comprata prima di entrare sul sito di DARS o nei punti vendita autorizzati. Per DARS i camper fino a 3,5 tonnellate stanno nella classe 2A qualunque sia la loro altezza: nel 2026 la vignetta di sette giorni costa 16 euro, quella di un mese 32 euro, quella di un anno 117,50 euro, e quella annuale vale dodici mesi dal giorno scelto. Sopra le 3,5 tonnellate la vignetta non vale: si paga a chilometro con il sistema DarsGo, con un apparecchio da montare nel veicolo prima di entrare in autostrada. Per Nova Gorica, il Collio sloveno e la valle dell'Isonzo la vignetta non serve, perché ci si arriva per strade normali; serve se dal confine di Sant'Andrea si continua sulla H4
I divieti antismog: in Friuli Venezia Giulia non ci sono i blocchi invernali dei diesel delle regioni del bacino padano, e Gorizia non ha un'ordinanza antismog per l'inverno 2026-2027
In centro il camper non entra: piazza della Vittoria, corso Verdi, via Rastello e il borgo del Castello si fanno a piedi, e in salita verso il castello le strade sono strette
Gli autobus urbani sono di APT Gorizia. Fra Gorizia e Nova Gorica, dal 1 aprile 2026, gira di nuovo la linea transfrontaliera di APT Gorizia e Nomago, dalla stazione dei treni di Gorizia alla stazione degli autobus e a quella dei treni di Nova Gorica, circa ogni cinquanta minuti, tutto l'anno tranne cinque giorni di festa, con meno corse la domenica e nei festivi; il biglietto costa 1,70 euro
I treni: la stazione di Gorizia Centrale è a sud-ovest del centro, a un chilometro e mezzo dall'area di viale Oriani, sulla linea Udine-Trieste: con i regionali Udine è a una mezz'ora, Trieste a tre quarti d'ora, Venezia Mestre a circa due ore. Dalla stazione di Nova Gorica, sulla Transalpina, partono i treni della ferrovia Transalpina per Most na Soči e Bohinjska Bistrica, lungo l'Isonzo
Il GPL: secondo OpenStreetMap, in città un distributore con il GPL non è segnato; ce l'hanno, appena passato il valico di Casa Rossa, a Rožna Dolina, la Petrol di Vipavska cesta 3a e la MOL di ulica Angela Besednjaka 8a, e più avanti, sulla strada per Park Lijak, la Petrol di Ajševica. Dalla parte italiana, la Tamoil di via Isonzo a Cormons e la Trivengas di Mariano del Friuli, sulla regionale verso Cormons
Per i dintorni: il Collio comincia appena fuori città, a Oslavia, e Cormons è a ovest, a una dozzina di chilometri, e continua in Slovenia nel Brda, sopra Nova Gorica; il Sacrario di Redipuglia e il Carso del San Michele sono a sud, a una ventina di chilometri, verso Monfalcone; Aquileia e Grado a sud-ovest, a una quarantina di chilometri, dalla A34 e poi dalla A4 a Villesse; la valle dell'Isonzo, la Soča degli sloveni, sale a nord da Salcano verso Canale d'Isonzo, Caporetto e Bovec
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Punti di interesse
Il giro a piedi parte dal Castello e scende in città: Borgo Castello, il Duomo, piazza della Vittoria, i giardini pubblici, i palazzi Coronini e Attems, la sinagoga, e si chiude sulla piazza della Transalpina, con un piede in Italia e uno in Slovenia, e a Castagnevizza. Un secondo giorno serve per i dintorni: l'Isonzo a Piuma, l'Ossario di Oslavia, il Sabotino, il Monte Santo e il Collio. Prima di partire conviene mettere in fila i giorni: il Castello chiude il lunedì, i musei dell'ERPAC sono aperti tutti i giorni, Palazzo Coronini in autunno apre dal mercoledì alla domenica, la cripta dei Borbone a Castagnevizza chiude la domenica, il centro visitatori del Sabotino apre solo nel fine settimana. La prima domenica del mese Castello, musei di Borgo Castello e Palazzo Attems sono gratuiti, e ai musei dell'ERPAC i minorenni non pagano mai. Tocca un punto sulla mappa per aprirne la scheda qui sotto.
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Il Castello e il Borgo Castello
Castello · ingresso a pagamento · 45.94432, 13.62777
piazzale Augusto Cesare Seghizzi, 34170 Gorizia (GO)
il castello sul colle, a 155 metri, che domina la città: il primo torrione è dell'XI secolo, e qui abitavano i conti di Gorizia e del Tirolo. Nel 1500, morto l'ultimo conte, Leonardo, passa a Massimiliano I d'Asburgo; Venezia lo tiene tredici mesi, fra il 1508 e il 1509, e lo adatta ai cannoni. Nel Seicento diventa carcere e caserma e perde l'aspetto medievale; nel Settecento ai bastioni lavora anche Edmond Halley, l'astronomo della cometa. Bombardato nella Grande Guerra, è stato ricostruito negli anni Trenta, fra il 1934 e il 1937, riportandolo all'aspetto medievale, con le ricerche degli storici goriziani Giovanni e Ranieri Mario Cossàr. Dentro ci sono sale arredate, busti e dipinti, riproduzioni di armi bianche e il Theatrum Instrumentorum, gli strumenti musicali antichi; al piano di sopra la sala del Medioevo goriziano con i plastici della contea, e da lì il cammino di ronda, con la vista sulla città e su Nova Gorica. Per i ragazzi c'è la parte multimediale: le videoguide, gli ologrammi, le proiezioni con la leggenda della Dama Bianca, i visori 3D nel Borgo medievale, lo spettacolo nel salone degli Stati Provinciali e i personaggi che raccontano nella sala del Conte. Non si prenota e non ci sono visite guidate, si gira con la videoguida; i cani entrano, con la museruola a portata di mano. Intorno al castello, dentro le mura, c'è il Borgo Castello, il primo nucleo della città, con le case cinquecentesche dei musei
Orari secondo il Comune di Gorizia, nel 2026, dal martedì alla domenica, festivi compresi, dalle 10:00 alle 18:00, con l'ultimo ingresso alle 17:15; chiuso il lunedì. La prima domenica del mese l'ingresso è gratuito · secondo il Comune di Gorizia, nel 2026, 10 euro; ridotto 4 euro dai 6 ai 24 anni, oltre i 65 e per i gruppi di più di dieci persone; 2,50 euro per i residenti e le scolaresche; gratuito sotto i 6 anni e con la FVGcard. Il biglietto si compra anche online, sul circuito Vivaticket · 0481 535146 · comune.gorizia.it/it/vivere-il-comune-265182/luoghi-265183/il-castello-di-gorizia-287640 · gorizia.castello@gmail.com
il museo della prima guerra mondiale nelle case Dornberg e Tasso di Borgo Castello, aperto nel 1990 e riaperto il 18 luglio 2025 con un allestimento nuovo, pensato per GO! 2025 come un "Museo per l'Europa". Dieci sale, una per tema, con uniformi, armi, documenti e fotografie dei soldati italiani e austro-ungarici e dei civili: si parte dal Goriziano prima della guerra, con un video che passa dalla Belle Époque alle trincee, e si arriva alla memoria, ai monumenti e ai sacrari del dopoguerra. Nella sala di Gorizia un grande tavolo multimediale mostra la città rimasta trenta mesi in prima linea; il diorama del campo di battaglia c'è ancora, con le parti multimediali nuove. Le didascalie sono in italiano, sloveno e inglese, e il museo ora è accessibile con rampe e ascensori. Le visite guidate per i gruppi si prenotano al 348 1304726
Orari secondo l'ERPAC, nel 2026, tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00 · secondo l'ERPAC, nel 2026, 5 euro, ridotto 3 dai 18 ai 25 anni e per ogni adulto di una famiglia con minorenni; con il Museo della Moda 8 euro, ridotto 5; gratuito per i minorenni, con la FVGcard e per tutti la prima domenica del mese. La biglietteria dei due musei è la stessa, al numero 13 · 0481 385230 · museograndeguerra.regione.fvg.it · didatticamusei.erpac@regione.fvg.it
uno dei pochissimi musei italiani dedicati alla storia del tessuto e del costume, nelle case Dornberg, Tasso e Formentini, riaperto il 17 aprile 2026 dopo i lavori. Si comincia dalla seta, che fra Settecento e Ottocento faceva vivere la contea di Gorizia: il pezzo che si cerca è il torcitoio circolare da seta del Settecento, mosso a forza di braccia, un esemplare unico, con il video che lo mostra in funzione; accanto il grande ritratto della famiglia Senigaglia di Giuseppe Tominz, del 1844-1845, la borghesia goriziana vestita a festa. Poi la moda europea dal Settecento al primo Novecento, quasi tutta da una collezione acquistata da poco: gli abiti femminili "andrienne", le marsine maschili di seta, gli abiti a vita alta dell'età napoleonica, le fogge eccentriche degli Incroyables e una rarissima crinolina, la gabbia di cerchi di metallo che gonfiava le gonne. Ci sono anche le bottiglie delle vetrerie del Goriziano, che portavano il vino da Trieste in Spagna e poi alle Indie, e l'ultima sezione sul monastero di Sant'Orsola, in città dal 1672, con i paramenti ricamati e il grande mobile da sacrestia. Il museo conserva in tutto circa 10.000 pezzi
Orari secondo l'ERPAC, nel 2026, tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00 · secondo l'ERPAC, nel 2026, 5 euro, ridotto 3 dai 18 ai 25 anni e per ogni adulto di una famiglia con minorenni; con il Museo della Grande Guerra 8 euro, ridotto 5; gratuito per i minorenni, con la FVGcard e per tutti la prima domenica del mese · 0481 385230 · museiprovincialigorizia.regione.fvg.it · didatticamusei.erpac@regione.fvg.it
la cattedrale dei Santi Ilario e Taziano, ai piedi del colle del castello, nata da una "costellazione" di chiese: la parrocchia è del 1455, e la parte più antica che si conserva è la cappella di Sant'Acazio, gotica, del 1471. Dentro c'è il cenotafio di Leonardo, l'ultimo conte di Gorizia, che però è sepolto a Lienz. Rifatta in forme barocche fra il 1682 e il 1702, con gli affreschi di Giulio Quaglio, diventa cattedrale nel 1751, quando Gorizia è sede arcivescovile e riceve parte del tesoro del patriarcato di Aquileia. Nella Grande Guerra perde quasi tutto, affreschi compresi: la facciata attuale è finita nel 1924 e la chiesa è tornata al culto nel 1928, come dice la targa all'esterno. All'ingresso, in oro su marmo nero, ci sono i nomi di tutti gli arcivescovi di Gorizia; si passa dalla luce delle navate al buio delle parti gotiche
la piazza più grande della città, ai piedi del castello, che gli sloveni chiamano ancora Travnik, il prato, perché fino al Cinquecento era un prato fuori dalle mura; si entra da via Rastello, dove un cancello separava la città dalla campagna. Sul lato nord c'è la chiesa di Sant'Ignazio, dei Gesuiti, cominciata nel 1654, con la facciata del gesuita austriaco Christoph Tausch finita nel 1722, i due campanili del 1724 con le cupole a cipolla, e consacrata solo nel 1767: barocco austriaco su una pianta italiana, con una sola navata altissima e le cappelle ai lati. Davanti alla chiesa la colonna di Sant'Ignazio, del 1687; in mezzo alla piazza la fontana del Nettuno, del Settecento, disegnata da Nicolò Pacassi, l'architetto di corte di Maria Teresa. Sulla piazza c'è anche la Casa Torriana, oggi la Prefettura, dove nel 1773 alloggiò Giacomo Casanova, che lo racconta nelle sue memorie
la Gorizia della "Nizza austriaca" è quella dei corsi alberati che dal centro scendono verso la stazione: corso Verdi e corso Italia, con le ville e i palazzi dell'Ottocento. Fra i due ci sono i giardini pubblici, fatti nel 1863 su un terreno agricolo della famiglia De Grazia, quando la città era un luogo di villeggiatura per funzionari e benestanti, e pensati con aiuole, vialetti e alberi esotici. Ci sono la fontana di ferro donata dal maresciallo Gyulai, che venne a passare qui la pensione, una stazione meteorologica del 1895 che funziona ancora (ne esistono solo altri due esemplari), i busti dei goriziani illustri, da Graziadio Isaia Ascoli a Max Fabiani, la grande magnolia e un piccolo parco giochi per i bambini. Sotto, il parco scende nella valletta del torrente Corno
la villa di una famiglia nobile goriziana rimasta com'era, con i mobili, i quadri e gli oggetti di casa, aperta al pubblico per volontà dell'ultimo conte, Guglielmo Coronini Cronberg, morto a Vienna il 13 settembre 1990: da allora la gestisce la Fondazione. La casa forte la fece costruire fra il 1593 e il 1598 Carlo Zengraf, segretario degli Stati Provinciali; poi la comprarono i conti Strassoldo, che aggiunsero la cappella di Sant'Anna nel 1643, e nel 1820 il conte Michele Coronini. Nell'ottobre 1836 ci venne ad abitare in esilio Carlo X, l'ultimo re Borbone di Francia, che un mese dopo morì di colera: è sepolto a Castagnevizza. Colpito dall'artiglieria nella Grande Guerra, fu ricostruito fra il 1919 e il 1923. Si visita da soli, con le guide di carta della biglietteria o l'app Coronini Experience. Il parco intorno, con il portale di pietra all'ingresso e la piscina dietro il palazzo, è uno dei giardini più belli della città e si gira gratis. Ai ragazzi piace l'elenco dei nomi che entrano gratis
Orari secondo la Fondazione Palazzo Coronini Cronberg, con l'orario in vigore dal 5 ottobre 2026, dal mercoledì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, il sabato, la domenica e i festivi dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00, con l'ultimo ingresso alle 12:00 e alle 17:00; il lunedì e il martedì il palazzo non apre. Chiuso il 24, il 25 e il 31 dicembre, il 1 gennaio e a Pasqua. Il parco, che si attraversa liberamente, apre da ottobre ad aprile dalle 7:30 alle 18:30 e da maggio a settembre dalle 7:30 alle 22:00, e non si visita dopo il tramonto · secondo la Fondazione, 10 euro, ridotto 6 per studenti e soci FAI, Touring e Italia Nostra; gratuito fino a 10 anni, con la FVGcard, il giorno del proprio compleanno e per chi si chiama Guglielmo, William, Willy, Nicoletta o Colette. Il parco è gratuito · 0481 533485 · coronini.it
il palazzo rococò che il conte Sigismondo d'Attems Petzenstein finì nel 1750, sede dei musei provinciali dal 1900 e oggi della pinacoteca: quasi cento opere dalla metà del Settecento alla metà del Novecento. Nel salone d'onore il soffitto con gli dei dell'Olimpo di Antonio Paroli e la grande Pala Attems di Giambettino Cignaroli, del 1758; poi i ritratti di Giuseppe Tominz, il pittore della borghesia goriziana, Josef Maria Auchentaller, della Secessione viennese e amico di Klimt, i futuristi goriziani e Zoran Music, il pittore dei cavallini dalmati, nato nel Goriziano, a Bukovica. Le due stanze dipinte da Francesco Chiarottini verso il 1780 comprendono quella delle Metamorfosi di Ovidio. Nel giardino all'italiana, con le lapidi antiche, la fontana di Ercole disegnata dopo il 1769 da Nicolò Pacassi. Fino al 29 novembre 2026 c'è la mostra "Italia Settanta. La creatività come antidoto", su arte, moda e design degli anni Settanta. Il palazzo è accessibile solo in parte
Orari secondo l'ERPAC, nel 2026, tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00, il giovedì fino alle 22:00 con l'ultimo ingresso alle 21:30 · secondo l'ERPAC, nel 2026, 6 euro, ridotto 3 dai 18 ai 25 anni e per ogni adulto di una famiglia con minorenni; gratuito per i minorenni, con la FVGcard e per tutti la prima domenica del mese. I biglietti si comprano anche online, su Midaticket · 0481 385335 · palazzoattems.regione.fvg.it · musei.erpac@regione.fvg.it
la sinagoga del vecchio ghetto, costruita nel 1756 al posto di un oratorio del 1699, di rito askenazita. Si entra da un cortile, con la lapide per gli ebrei goriziani deportati ad Auschwitz il 23 novembre 1943, dei quali tornarono pochissimi; accanto ci sono un cancello settecentesco del ghetto e il giardino dedicato a Bruno Faber, un neonato deportato. Quando nel 1969 la comunità si unì a quella di Trieste, il tempio fu donato al Comune e restaurato nel 1984. Al primo piano la sala con il matroneo di legno e l'armadio sacro barocco con le colonne tortili di marmo nero; al pianterreno, dal 1998, il museo Gerusalemme sull'Isonzo, il nome che si dava alla comunità per la sua cultura: la storia del popolo ebraico, del ghetto goriziano e dei suoi personaggi, il glottologo Graziadio Isaia Ascoli, il pittore Vittorio Bolaffio e il filosofo Carlo Michelstaedter (1887-1910), di cui si vedono i quadri
Piazza della Transalpina e la stazione di Nova Gorica
Piazza · ingresso libero · 45.95529, 13.63474
piazza della Transalpina, 34170 Gorizia (GO); Trg Evrope, 5000 Nova Gorica (Slovenia)
la piazza che il confine del 1947 tagliò in due, oggi piazza della Transalpina per Gorizia e Trg Evrope, piazza dell'Europa, per Nova Gorica. Prende il nome dalla ferrovia Transalpina, da Trieste a Jesenice, inaugurata nel 1906 dall'arciduca Francesco Ferdinando, e la stazione, oggi di Nova Gorica, è quella di allora. Per quasi sessant'anni in mezzo ci fu una rete; è caduta nel 2004, e dal 21 dicembre 2007, con la Slovenia in Schengen, si passa liberamente. Dove c'era la rete adesso c'è un mosaico rotondo, e il confine è una fila di lastre di pietra: i ragazzi ci stanno a cavallo, un piede in Italia e uno in Slovenia. Nella stazione il Goriški muzej ha una piccola collezione sul confine. Qui l'8 febbraio 2025 è cominciata GO! 2025, la capitale europea della cultura delle due città; accanto alla stazione, nel vecchio scalo merci, l'EPICenter, il centro culturale nato per GO! 2025, con la mostra "Città sul confine", storie, oggetti e testimonianze di chi ha vissuto con la rete in mezzo
Orari la piazza è sempre aperta. La collezione del museo nella stazione, secondo il Goriški muzej, nel 2026, dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 16:00, il sabato, la domenica e i festivi dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 13:30 alle 18:00; chiusa il 1 gennaio, a Pasqua, il 1 novembre e il 25 dicembre · la collezione della stazione, secondo il Goriški muzej, 4 euro, studenti 2, pensionati e gruppi 3, biglietto famiglia 8 · +386 5 335 98 11 · goriskimuzej.si
Chiesa · ingresso a pagamento · 45.95021, 13.63696
Škrabčeva ulica 1, 5000 Nova Gorica (Slovenia)
il convento francescano sulla collina del Rafut, a 143 metri, a duecento metri dal confine: fondato nel 1623 dal conte Mattia della Torre per i Carmelitani, chiuso da Giuseppe II nel 1785 e riaperto dai Francescani nel 1811. Distrutto nelle battaglie dell'Isonzo e ricostruito, nel 1947 è passato alla Jugoslavia. Nella cripta sono sepolti gli ultimi Borbone di Francia, venuti in esilio a Gorizia dopo la rivoluzione del 1830: il re Carlo X, morto a Gorizia nel 1836, suo figlio Luigi Antonio, il delfino, sua nuora Maria Teresa, figlia di Luigi XVI e di Maria Antonietta, il nipote Enrico, conte di Chambord, l'ultimo pretendente, morto nel 1883, con la moglie, e la nipote Luisa Maria, che fu reggente del ducato di Parma. Re di Francia sepolti in Slovenia: è la cosa che i ragazzi ricordano. Nella biblioteca Škrabec, intitolata al linguista sloveno che visse qui più di quarant'anni, ci sono libri dal Cinquecento all'Ottocento, fra cui la prima grammatica slovena di Adam Bohorič con la dedica dell'autore. Dal maggio 2004, sopra la cripta, c'è un roseto di rose borboniche, che fiorisce a maggio e giugno. Per i gruppi e le visite guidate si telefona al +386 41 583 044
Orari secondo il convento, la cripta dei Borbone si visita dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 17:00; chiusa la domenica e i festivi, nella settimana prima di Natale e prima di Pasqua, e durante le messe, i funerali e i matrimoni. La biblioteca si visita solo su prenotazione · secondo il convento, con il listino in vigore dal 2025, il giro completo (chiesa, cripta, roseto e biblioteca) 7 euro, la sola cripta 5, la sola biblioteca 3; il giro completo 4 euro per studenti e scolari, 5 per i pensionati · +386 5 330 77 63 · samostan-kostanjevica.si · info@samostan-kostanjevica.si
il parco Piuma-Isonzo, trentadue ettari sulla riva destra dell'Isonzo, il fiume verde smeraldo della Grande Guerra, a ovest del centro. Ha due parti, aperte al pubblico nel 1985 e nel 1988: quella collinare, la più grande, sulla collina fra il torrente Groina, il borgo di Piuma e i colli di Oslavia, con i sentieri nel bosco, e quella lungo il fiume. È il posto per far correre i ragazzi dopo una mattina di musei, e dai sentieri della collina si sale verso Oslavia
il sacrario dei caduti delle battaglie intorno a Gorizia e a Tolmino, sulla quota 153, il colle di Oslavia, sulla strada da Gorizia a San Floriano del Collio: progettato dall'architetto romano Ghino Venturi e inaugurato nel 1938. Sembra una fortezza: una torre centrale e tre torri più basse ai vertici di un triangolo, unite da gallerie sotterranee, si sale da una grande gradinata fra due file di alberi. Raccoglie circa 57.000 soldati: 20.000 con il nome nei loculi, fra cui 138 austro-ungarici, e 37.000 senza nome nei tre grandi ossari delle torri laterali. Nella cripta sotto la grande croce di marmo scuro ci sono i tredici decorati di medaglia d'oro, con il generale Achille Papa. Fuori, la campana votiva Chiara, offerta il 4 novembre 1959, suona ogni sera al tramonto per i caduti. Oslavia è anche il paese della ribolla: le colline intorno sono vigne del Collio
il monte di 609 metri a nord di Gorizia, sul confine, che domina la valle dell'Isonzo, la piana di Gorizia e il Collio. Nella Grande Guerra era la chiave della testa di ponte austriaca: gli attacchi italiani del 1915 fallirono, e il 6 agosto 1916 la 45ª Divisione lo prese d'assalto, tre giorni prima dell'ingresso a Gorizia; il colonnello Pietro Badoglio, che aveva preparato l'attacco, fu promosso generale, e nel 1928 ebbe il titolo di marchese del Sabotino. Dichiarato zona monumentale nel 1922, dal 1947 è tagliato dal confine, e oggi la parte slovena è il Parco della Pace, un museo all'aperto con le trincee e le caverne scavate nella roccia, che lo attraversano sotto la cresta. Il centro visitatori, nella vecchia stazione di frontiera, racconta il fronte dell'Isonzo e la natura del monte con un percorso multimediale, e accanto c'è un ristoro. Dal belvedere si vede da ogni lato. Sul versante sloveno, verso Gorizia, si legge ancora la scritta TITO fatta con le pietre; sulla parte italiana il monumento nazionale, dove il 4 novembre 2008 è stato riacceso il tricolore
Orari il monte e il museo all'aperto sono sempre aperti. Il centro visitatori, secondo il Comune di Nova Gorica, da aprile a ottobre il sabato, la domenica e i festivi dalle 10:00 alle 18:00, da novembre a marzo il sabato, la domenica e i festivi dalle 10:00 alle 15:00 · il centro visitatori, secondo il Comune di Nova Gorica, 5 euro, ridotto 4 per pensionati e studenti, 3 euro dai 3 ai 15 anni, gratuito sotto i 3; biglietto famiglia, due adulti e fino a tre bambini, 12 euro · +386 51 202 777 · visitsabotin.si · sabotin@nova-gorica.si
la basilica sulla cima di Skalnica, a 682 metri, sopra Nova Gorica, che si vede da tutta la città. Il santuario nasce dalle apparizioni della Madonna del 1539 alla pastorella Urška Ferligoj; la chiesa gotico-rinascimentale fu costruita fra il 1541 e il 1544, e i Francescani la tengono dal 1565. Sull'altare il quadro della Madonna che la tradizione attribuisce a Palma il Vecchio, portato nel 1544 dal patriarca di Aquileia Marino Grimani. Nella Grande Guerra il Monte Santo fu preso e perso più volte nel maggio 1917, e il santuario fu raso al suolo: quello che si vede è stato costruito nel 1928, in stile neobarocco, da Silvano Barich, con le vetrate e l'organo del 1939. Da sopra si vedono l'Isonzo, Gorizia e il Collio. Sulla cima c'è anche il Museo mariano dei Francescani, e il santuario è una delle tappe dell'antica Via dei Monti Sacri, con Castelmonte e il santuario di Mariazell
Orari secondo il santuario, la domenica messe alle 8:00, 10:00, 11:30 e 16:00; nei feriali messa alle 7:00 nella cappella dell'Apparizione e, dal 1 maggio al 2 novembre, alle 17:00 in basilica. Il Museo mariano apre la domenica dalle 9:00 alle 18:00 ed è chiuso dal 1 novembre al 1 aprile · +386 5 330 40 20 · svetagora.si · sveta.gora@rkc.si
il paese del vino del Collio, una dozzina di chilometri a ovest di Gorizia, ai piedi del Monte Quarin (274 metri), con i resti del castello in cima. Fu dei conti di Gorizia dal 1277 e poi degli Asburgo, come Gorizia, e in piazza Libertà c'è la statua dell'imperatore Massimiliano I; a villa Tomadoni fu firmato nel 1866 l'armistizio di Cormons. Sulla piazza XXIV Maggio c'è l'Enoteca di Cormons, dove si assaggiano i vini dei produttori della zona. Il Collio è la fascia di colline fra l'Isonzo, il Judrio e il confine sloveno, con i comuni di Cormons, Capriva del Friuli, Dolegna del Collio, Farra d'Isonzo, Mossa, San Floriano del Collio, San Lorenzo Isontino e Gorizia con Oslavia e Lucinico; i filari a terrazze si chiamano ronchi, e i vini bianchi sono la ribolla gialla, il friulano e il Collio bianco. Oltre il confine le stesse colline continuano nella Goriška Brda slovena. Il Consorzio del Collio ha sede a Cormons, in via Gramsci 2
Gorizia ha le sue feste nei borghi e nelle piazze: il carnevale della Pro Loco a febbraio, il compleanno della città con il villaggio medievale ad aprile, la storia di èStoria a fine maggio, la sagra di San Rocco ad agosto e il folklore del mondo alla fine dell'estate. A fine settembre il centro diventa il mappamondo dei sapori di Gusti di Frontiera, in ottobre il jazz suona nelle cantine del Collio, e a novembre il Sacrario di Redipuglia ricorda la fine della Grande Guerra. L'inverno comincia con le giostre della Fiera di Sant'Andrea e le luci del Dicembre goriziano.
Il prossimo: Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate a Redipuglia · 4 novtra 5 giorni
4nov
Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate a Redipuglia
il 4 novembre
la cerimonia nazionale al Sacrario di Redipuglia, nel giorno della fine della Grande Guerra in Italia: le alte cariche dello Stato, la compagnia d'onore, i reparti schierati sui gradoni e le bande militari, e la corona d'alloro ai caduti, verso le 11:00. Nel 2026 da Trieste corre il treno storico della Grande Guerra, con le carrozze degli anni Trenta, e dopo la cerimonia ci sono le visite guidate al Sacrario e al Colle Sant'Elia. Nel 2026 è mercoledì 4 novembre
tra 5 giorni
7-8nov
Cantine aperte nel Collio
fine maggio e un fine settimana di novembre
le giornate del Movimento Turismo del Vino del Friuli Venezia Giulia: le cantine associate, nel Collio a Cormons, Capriva, San Floriano, Dolegna e Farra d'Isonzo, aprono per le visite e le degustazioni, e molte preparano un pranzo o una cena in cantina. A novembre si fa Cantine Aperte a San Martino, nel 2026 il 7 e l'8 novembre
11nov
Non Omnis Moriar a Redipuglia
l'11 novembre
nel giorno dell'armistizio del 1918, al Sacrario di Redipuglia si depone una corona d'alloro per ciascuna delle diciotto nazioni che combatterono in Italia nella Grande Guerra, dall'Austria agli Stati Uniti, e una per le vittime civili, con le delegazioni dei paesi, le associazioni d'arma e le scuole; poi la cerimonia continua al monumento dell'Ara Pacis di Medea. La organizzano l'ANCI del Friuli Venezia Giulia e l'Associazione Nazionale Carabinieri, ed è cominciata nel 2024. Nel 2026 è mercoledì 11 novembre
16mar
Santi Ilario e Taziano
il 16 marzo
la festa dei patroni di Gorizia, martirizzati nel 284: nel pomeriggio la celebrazione solenne in Duomo con l'arcivescovo, poi in Municipio il Comune consegna il Premio Santi Ilario e Taziano, istituito nel 2001. Nel 2026 è stata lunedì 16 marzo, con il premio a Paolo Petiziol, presidente del GECT GO
da confermare
27-30mag
èStoria
fine maggio
il festival internazionale della storia, con gli incontri, le lezioni, i libri e i film in tutta la città e a Nova Gorica, ogni anno su un tema; molti incontri sono a ingresso libero, e c'è una sezione per i giovani. Nel 2026, sulle Religioni, dal 25 al 31 maggio; nel 2027, sul Lavoro, dal 27 al 30 maggio
21-24ott
Jazz&Wine of Peace
la seconda metà di ottobre
il festival jazz del Circolo Controtempo di Cormons: i concerti nelle cantine, nelle ville e nei castelli del Collio, da una parte e dall'altra del confine, la mattina e il pomeriggio, e la sera nei teatri di Cormons e di Gorizia, con le degustazioni dei vini. Nel 2026 dal 22 al 25 ottobre, con le anteprime dal 17; nel 2027 dal 21 al 24 ottobre
Le date di quest'anno non sono ancora uscite
Carnevale goriziano
febbraio, la domenica della sfilata e i giorni di Carnevale
il carnevale della Pro Loco Gorizia: la domenica la sfilata dei carri e dei gruppi mascherati per corso Verdi, corso Italia e il centro, fino alla festa finale in piazza della Vittoria; il lunedì il carnevale dei bambini, con le maschere al Teatro Verdi e la festa in piazza; il mercoledì delle Ceneri il funerale di Re Carnevale, con la lettura del testamento davanti al Municipio e il rogo. Nel 2026, la trentaseiesima edizione, la sfilata l'8 febbraio con dieci carri e diciotto gruppi, i bambini il 16 e il funerale il 18 febbraio
Marcia di Redipuglia
il 25 aprile
la marcia a passo libero della Pro Loco di Fogliano Redipuglia sui sentieri del Carso della Grande Guerra, fra il Sacrario, il Monte Sei Busi e le trincee, con più percorsi di lunghezza diversa, anche per le famiglie. Si fa il giorno della Festa della Liberazione, e nel 2026 è stata sabato 25 aprile
Contea, profumi di cultura europea
una domenica di fine aprile
la festa per il compleanno della città, citata per la prima volta in un documento del 28 aprile 1001, organizzata dal Comune con la Pro Loco: un villaggio medievale ai Giardini pubblici di corso Verdi, con novanta rievocatori, giullari, mangiafuoco e sbandieratori, un villaggio longobardo in Borgo Castello, la caccia al tesoro per i bambini, le visite guidate gratuite e il castello con l'ingresso libero. Nel 2026 il 26 aprile
Sagra di San Rocco
prima metà di agosto
la sagra più antica di Gorizia, nel borgo di San Rocco, con i chioschi aperti ogni sera dalle 19:30, la musica da ballo, gli incontri sotto l'albero e la gara dai scampanotadors, i suonatori di campane. Nel 2026 la cinquecentoventiseiesima edizione, dal 7 al 16 agosto, nel parco Baiamonti
Festival mondiale del folklore
l'ultima settimana di agosto
il festival di Etnos, con i gruppi di danza e di musica popolare di tanti Paesi che si esibiscono nel centro storico: l'apertura in piazza della Vittoria, la parata in costume il sabato pomeriggio, la domenica sera gli Oscar del Folklore. Con la pioggia si va al Teatro Verdi. Nel 2026 la cinquantaquattresima edizione, dal 27 al 30 agosto
Gusti di Frontiera
quattro giorni di fine settembre
la grande festa del cibo di strada nel centro: circa trecento stand divisi in diciassette borghi, dalle cucine di qui a quelle di mezzo mondo, e uno spazio transfrontaliero in piazza della Transalpina; per l'occasione aprono anche i musei. In quei giorni il traffico del centro cambia e l'area camper di viale Oriani chiude. Nel 2026, la ventunesima edizione, dal 24 al 27 settembre
Fiera di Sant'Andrea
fine novembre e inizio dicembre
la fiera d'autunno nata nel medioevo, intorno alla festa di sant'Andrea del 30 novembre: le bancarelle di tutta Italia per le vie del centro per un fine settimana lungo e le giostre per più di una settimana, fra via Cadorna, piazza Battisti, via Petrarca, corso Verdi e piazza della Vittoria. Nel 2025 le bancarelle dal 29 novembre al 1 dicembre e le giostre fino all'8 dicembre. Le date del 2026 il Comune non le ha ancora pubblicate
Dicembre goriziano
da fine novembre all'Epifania
il programma del Comune per le feste, che comincia con la Fiera di Sant'Andrea: l'albero di Natale e la pista del ghiaccio in piazza della Vittoria, il presepe in barca della laguna di Grado ai Giardini pubblici, i concerti e la festa di Capodanno in piazza della Vittoria. Di là dal confine, a Nova Gorica, le luci di Natale si accendono a inizio dicembre in Bevkov trg, con la pista del ghiaccio
Ricorda
Consigli utili
Per Nova Gorica, il Sabotino, il Monte Santo e Castagnevizza si passa in Slovenia: fino al 18 dicembre 2026, e forse oltre, ai valichi si può essere controllati, e la carta d'identità di tutti, ragazzi compresi, va tenuta in tasca anche per due passi sulla Transalpina
Il lunedì il castello è chiuso, mentre i due musei di Borgo Castello e Palazzo Attems sono aperti tutti i giorni. La prima domenica del mese castello, musei di Borgo Castello e Palazzo Attems sono gratuiti per tutti, e ai musei della Regione i minorenni non pagano mai. Con la FVGcard si entra gratis anche al castello e a Palazzo Coronini
Con i ragazzi: il confine nel selciato della Transalpina, i re di Francia sepolti in Slovenia, la Dama Bianca e i visori del castello, il diorama del Museo della Grande Guerra, le trincee del Sabotino, e a Palazzo Coronini l'elenco dei nomi che entrano gratis
Gorizia è la base per il Carso della Grande Guerra, con Redipuglia e il Monte San Michele, per le cantine del Collio, da Cormons a Oslavia, e per Palmanova, a una mezz'ora sull'A4; Aquileia e Grado sono a una quarantina di chilometri, e la valle dell'Isonzo sale verso Caporetto dall'altra parte del confine. Udine è a una quarantina di chilometri
Nei giorni di Gusti di Frontiera, a fine settembre, l'area di viale Oriani chiude: si dorme a Gradisca o a Park Lijak, e in città si va con l'autobus o in treno
La ricetta della jota è scritta come la dà la fonte, che non dice quanto olio, burro, sedano e acqua, né quanto cuociono i fagioli e la brovada: si va a occhio, e la minestra deve restare densa
Gorizia · seconda parte
e poi?
Cosa si fa, cosa si assaggia, e dove si va domani.
Esperienze da qui
Quello che abbiamo fatto partendo da qui, ordinato per tempo di guida.
A Gorizia la cucina è quella di un crocevia: friulana, austriaca, slovena e triestina insieme. Il piatto della città è la jota, la minestra di fagioli con la brovada o "repa", le rape inacidite nella vinaccia, o con i crauti, legata con un pugno di farina di mais, con la costa di maiale affumicata o l'osso del prosciutto a bollire dentro, e d'inverno con il cotechino. Dall'impero vengono il gulasch, il cotechino con i crauti, le patate in tecia e gli gnocchi di susine, grandi gnocchi di patate con una susina dentro e lo zucchero al posto del nocciolo, conditi con pane grattugiato tostato nel burro: piatto di origine boema, arrivato fra Ottocento e Novecento con le donne di servizio, che si mangia come primo o come dolce, d'estate e a inizio autunno, quando ci sono le susine. I dolci sono quelli dei ripieni di noci, uvetta e pinoli: il presnitz, che a Gorizia chiamano anche gubana goriziana, la putizza, potica per gli sloveni, la gubana delle valli del Natisone e gli strucchi, i fagottini con lo stesso ripieno. Il prodotto della città è la rosa di Gorizia, il radicchio rosso con le foglie aperte come una rosa, croccante e appena amaro, coltivato nel comune, presidio Slow Food e prodotto tradizionale della regione; lo citava già Carl von Czoernig nel 1873, nel libro sulla "Nizza austriaca", e ha una varietà gialla e più dolce, il canarino. Si raccoglie d'inverno. Il vino è quello del Collio, la DOC delle colline fra Gorizia e Cormons: la ribolla gialla, il friulano, il Collio bianco, e a Oslavia la ribolla lasciata macerare a lungo sulle bucce, che qui hanno rilanciato produttori come Gravner e Radikon. La jota, in camper, chiede una pentola sola e un fornello acceso a lungo: è la minestra delle sere fredde.
30 scatti del nostro passaggio. Toccane uno per vederlo grande.
il castello di Gorizia sul suo colle, con le mura, il cipresso e il torrioneFoto: Krzysztof Golik, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0l'ingresso del castello di Gorizia, con il leone di San Marco sopra il portaleFoto: Krzysztof Golik, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0il cortile interno del castello con il pozzo e i porticatiFoto: Janezdrilc, Wikimedia Commons, CC0il viale fra i pini sotto le mura del Borgo Castello, con la città in bassoFoto: Janezdrilc, Wikimedia Commons, CC0la Porta Leopoldina, l'ingresso al Borgo Castello con l'aquila degli AsburgoFoto: Commonists, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0i tetti del centro di Gorizia visti dall'alto del castelloFoto: Viator slovenicus, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0la città e le colline viste dai bastioni del castelloFoto: Janezdrilc, Wikimedia Commons, CC0la casa del Museo della Grande Guerra in Borgo CastelloFoto: Naturpuur, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la facciata di Palazzo Attems Petzenstein in piazza De AmicisFoto: Naturpuur, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0un soffitto dipinto con la mitologia greca nelle sale di Palazzo Attems PetzensteinFoto: Rollroboter, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0Palazzo Coronini Cronberg in fondo al prato del suo parcoFoto: Limonadis, Wikimedia Commons, Public domainpiazza della Vittoria con il castello che spunta sopra i tettiFoto: Naturpuur, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la facciata di Sant'Ignazio con i due campanili a cipolla, in piazza della VittoriaFoto: Naturpuur, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la navata di Sant'Ignazio verso l'altare maggioreFoto: Janezdrilc, Wikimedia Commons, CC0la fontana del Nettuno al centro di piazza della VittoriaFoto: Sailko, Wikimedia Commons, CC BY 3.0il Duomo di Gorizia dall'alto, con il castello sulla collina dietroFoto: T137, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0la navata del Duomo con le gallerie e il presbiterio in fondoFoto: Terragio67, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la Sinagoga di Gorizia in via Ascoli, nel vecchio ghettoFoto: Naturpuur, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la sala di preghiera della Sinagoga con l'arca e il matroneoFoto: Naturpuur, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0i giardini pubblici di corso Verdi sotto i plataniFoto: Limonadis, Wikimedia Commons, Public domainla stazione di Nova Gorica vista dall'Italia, oltre la piazza della TransalpinaFoto: Sergio larise, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0il segno del confine fra Italia e Slovenia nel selciato della piazza della TransalpinaFoto: Contrast-Christian, Wikimedia Commons, CC BY 4.0il monastero francescano di Castagnevizza, Kostanjevica, sulla collina di Nova GoricaFoto: Naturpuur, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0il santuario e il convento del Monte Santo, Sveta Gora, in cima alla montagnaFoto: Doremo, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0l'Isonzo verde sotto le arcate del ponte della ferrovia a GoriziaFoto: Lorenzo MICHIELLI, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0la cresta del Sabotino con la valle dell'Isonzo e la pianura sottoFoto: T137, Wikimedia Commons, Public domainla scalinata fra i cipressi che sale all'Ossario di OslaviaFoto: Kevin1971, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0le vigne del Collio Goriziano vicino a Oslavia in autunnoFoto: Cookligan, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0le colline di vigne della Goriška Brda, il Collio slovenoFoto: Vera Zupančič, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0Cormons dall'alto con il duomo di Sant'Adalberto, in mezzo alle vigneFoto: Satthy, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0