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Redipuglia e il Carso della Grande Guerra, da Gorizia
il Sacrario dove riposano più di centomila soldati italiani, il Colle Sant'Elia del primo cimitero, i caduti austro-ungarici di Fogliano, e sul Monte San Michele le trincee, la cannoniera e il museo, fino alla San Martino del Carso di Ungaretti
Fra Gorizia e il mare, il Carso comincia con una fila di colline basse, sassose, coperte di sommacchi e di roverelle: il Monte San Michele, il Sei Busi, il Colle Sant'Elia. Dal giugno del 1915 all'agosto del 1916 qui la Terza Armata italiana e l'esercito austro-ungarico combatterono le prime sei battaglie dell'Isonzo, per pochi metri di pietra alla volta. A Redipuglia, sul fianco del Sei Busi, c'è il Sacrario, il più grande cimitero militare italiano, inaugurato nel 1938: una scalinata di ventidue gradoni dove riposano più di centomila soldati, e davanti a tutti la tomba del duca d'Aosta, che comandava la Terza Armata. Di fronte, il Colle Sant'Elia era il primo cimitero di guerra, ed è diventato un parco della memoria; a un chilometro, a Fogliano, ci sono i caduti austro-ungarici. Sul Monte San Michele, sopra Sagrado, le trincee e le gallerie sono rimaste dov'erano, con un museo che racconta il primo attacco con i gas sul fronte italiano, il 29 giugno 1916, e a San Martino del Carso si legge la poesia che Ungaretti scrisse fra queste pietre. Il Sacrario è aperto sempre ed è gratuito; il museo della Casa della Terza Armata, ai piedi del Colle Sant'Elia, è chiuso per lavori e non ha una data per riaprire.
Come arrivarci
Da Gorizia si arriva a Redipuglia passando da Gradisca d'Isonzo, oppure con il raccordo fino a Villesse e la A4 fino all'uscita di Redipuglia. Al Sacrario si parcheggia di fronte, nel piazzale grande e gratuito accanto alla stazione; al Monte San Michele si sale da San Martino del Carso, la strada che il museo indica anche ai pullman. Una sosta ufficiale per la notte al Sacrario non c'è: la più vicina con il carico e lo scarico è l'area comunale di Gradisca d'Isonzo.
- Il parcheggio del Sacrario è il piazzale Papa San Giovanni Paolo I, in via Terza Armata, sterrato e gratuito, fra il Sacrario e la stazione di Redipuglia: ci stanno anche i camper e i pullman, e nel piazzale c'è la casetta dell'ufficio turistico della Pro Loco. Il giorno della cerimonia del 4 novembre i parcheggi intorno al Sacrario sono divisi in aree per le autorità e i reparti, e conviene arrivare presto o venire in treno
- Il Colle Sant'Elia è proprio davanti al Sacrario, dall'altra parte della strada, e si sale a piedi in pochi minuti; il cimitero austro-ungarico di Fogliano è a circa un chilometro, lungo la strada per Fogliano, subito dopo il cimitero del paese: ci si va a piedi o ci si sposta con il camper
- La Dolina del XV Bersaglieri e il Monte Sei Busi sono dietro il Sacrario: si prende la strada per Doberdò del Lago e dopo circa due chilometri e mezzo c'è un piccolo parcheggio segnalato, da dove si sale a piedi
- Il Monte San Michele: da Redipuglia si va verso Sagrado e si sale a San Martino del Carso; da piazza della Fontana la via Zona Sacra porta al piazzale del museo, in cima. Dal lato di Sagrado c'è un'altra strada, che attraversa il parco Ungaretti e la tenuta di Castelvecchio e fa circa due chilometri fino all'Area delle Battaglie, con un piccolo parcheggio vicino alla Trincea delle Frasche: con un camper lungo conviene la strada di San Martino. A piedi, da San Martino, il sentiero CAI 73 arriva al museo in una decina di minuti
- Il lago di Doberdò si raggiunge dalla strada di Doberdò del Lago; il centro visite Gradina sta sul colle sopra il lago, in via Vallone 32
- Per dormire: l'area camper comunale di Gradisca d'Isonzo, in viale Trieste, a una decina di minuti dal Sacrario e dal San Michele, è un piccolo parcheggio gratuito con tre stalli per i camper, il carico dell'acqua e lo scarico, illuminato, con la sosta fino a 48 ore; non ha la corrente né i bagni. È fra un supermercato e un distributore, e il centro di Gradisca, con la fortezza veneziana, è a circa un chilometro
Informazioni pratiche
Si comincia la mattina dal Sacrario e dal Colle Sant'Elia, si passa da Fogliano, e il pomeriggio si sale al San Michele, che ha il museo aperto solo il mercoledì, il sabato e la domenica: chi viene in un altro giorno vede le trincee e i cippi, ma non la cannoniera, a meno di prenotare la visita. Sul Carso d'estate fa molto caldo e c'è poca ombra, d'inverno soffia la bora.
Durata un paio d'ore per il Sacrario e il Colle Sant'Elia, mezza giornata aggiungendo Fogliano e la Dolina del XV Bersaglieri; una giornata intera con il Monte San Michele, il museo e San Martino del Carso, e il lago di Doberdò per chi ha ancora tempo
Prezzo gratuito il Sacrario; il museo del San Michele 8 euro, nel 2026
Quando andarci tutto l'anno; il museo del San Michele il mercoledì, il sabato e la domenica
Adatto a famiglie, e ragazzi che a scuola hanno studiato la Grande Guerra o Ungaretti; il Sacrario è una lunga scalinata, i percorsi del Sei Busi e del San Michele sono sentieri sassosi, quindi servono scarpe chiuse. Il museo del San Michele è accessibile in tutte le sale a chi ha difficoltà a camminare. Alla realtà virtuale del museo i ragazzi sotto i 13 anni entrano solo con il consenso firmato dei genitori. È un luogo sacro: si parla piano e non si sale sui gradoni
Prenotazione per il Sacrario no. Al museo del San Michele gli ingressi sono contingentati e si possono comprare online; i gruppi devono prenotare. Le visite guidate della Pro Loco si chiedono all'ufficio turistico di Fogliano Redipuglia
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Dove si trova
Redipuglia · Friuli-Venezia Giulia
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Appunti
- Il Sacrario, secondo il Ministero della Difesa, nella pagina letta nell'ottobre 2026, è un luogo sacro aperto sempre, come il parco del Colle Sant'Elia, ed è gratuito. Le due sale in cima alla scalinata, la sala delle Medaglie d'Oro e quella dei ricordi, hanno i loro orari: dal 1 novembre al 14 marzo dal martedì al sabato dalle 9:00 alle 14:00 e dalle 14:30 alle 16:00, chiuse il lunedì, la domenica e i festivi; dal 15 marzo al 31 ottobre dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 14:00 e dalle 14:30 alle 16:00, il sabato e la domenica dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 13:30 alle 18:00. Lo custodisce il Ministero della Difesa, con l'Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa
- Com'è fatto: all'ingresso la scalinata è chiusa da una grossa catena d'ancora, della torpediniera Grado, che era stata austro-ungarica. Poi c'è il piazzale lastricato di pietra del Carso, attraversato dalla Via Eroica fra due file di lastre di bronzo con i nomi dei luoghi delle battaglie più dure. In fondo, da sola, la tomba del duca d'Aosta, Emanuele Filiberto di Savoia, che morì nel 1931 e chiese di essere sepolto qui fra i suoi soldati: un blocco di porfido di 75 tonnellate, con ai lati le urne di cinque suoi generali, Chinotto, Monti, Paolini, Prelli e Riccieri
- I ventidue gradoni salgono dietro la tomba, con i caduti dal nome in ordine alfabetico, dal basso verso l'alto, ciascuno con la sua lapide di bronzo. Su tutte c'è scritto PRESENTE, la risposta all'appello dei compagni d'armi, che negli anni del regime era anche il grido delle adunate fasciste. In prima fila c'è l'unica donna, la crocerossina Margherita Kaiser Parodi, morta a 21 anni: la sua lapide ha una grande croce scolpita. In cima, ai lati della cappella, le due tombe comuni dei più di sessantamila ignoti, e dalla terrazza si vede il Carso fino al mare
- La cappella in cima custodisce oggetti dei soldati italiani e austro-ungarici; dal 3 settembre 2014 è una chiesa, dedicata a Maria Regina della Pace, e vi è esposta la testa di un Cristo ritrovata nel 1995 nella dolina dei Cinquecento, sul Sei Busi, dove ornava la croce sopra una fossa comune
- Il Colle Sant'Elia è il Parco della Rimembranza: lungo il viale di cipressi ci sono trenta pezzi d'artiglieria e trentacinque cippi di pietra del Carso, con le epigrafi e i cimeli che stavano sulle tombe del primo cimitero, fatte di elmetti, gavette, pezzi di filo spinato. In cima, al posto della cappella e del faro di allora, una colonna romana venuta dagli scavi di Aquileia ricorda i caduti di tutte le guerre
- La Casa della Terza Armata, ai piedi del Colle Sant'Elia, ospita il museo storico del Sacrario, con le sale delle armi, delle uniformi e dei ricordi della guerra: secondo il Ministero della Difesa le sale museali sono chiuse per lavori, e una data di riapertura non c'è. Nel seminterrato c'è un bar ristorante, e dietro una sala per mangiare al sacco e i bagni, sempre aperti
- In via Terza Armata, accanto al parcheggio, la Pro Loco tiene l'ufficio turistico e un piccolo museo multimediale della Grande Guerra, al numero 37; dall'ufficio partono le visite guidate con gli esperti della Grande Guerra e le escursioni dei Sentieri di pace (telefono 0481 489139)
- Il cimitero austro-ungarico di Fogliano: un lungo viale di cipressi porta alla grande tomba centrale, dove riposano settemila ignoti; altri cinquemila sono in due tombe comuni lungo il muro di cinta, e i 2.550 soldati con il nome hanno ciascuno un piccolo cippo. Erano uomini di tutte le nazioni dell'impero, e sul portale c'è scritto "Im Leben und im Tode vereint", uniti nella vita e nella morte
- La Dolina del XV Bersaglieri è un museo all'aperto inaugurato nel 2000, fra il Sacrario e il Monte Sei Busi, a 118 metri: nella dolina ci sono i resti del piccolo ospedale da campo, le tracce delle baracche e di una fossa comune, e salendo verso la cima le trincee italiane e la linea di difesa in cemento armato del Sei Busi, la collina contesa nella prima, nella seconda e nella quarta battaglia dell'Isonzo
- Il Monte San Michele, 275 metri, ha quattro cime una accanto all'altra, e dominava la bassa valle dell'Isonzo e Gorizia: per questo gli austro-ungarici lo fortificarono con caverne e cannoni, e lo difesero fino all'agosto del 1916. Il percorso all'aperto gira intorno alle quattro cime fra i cippi delle brigate e dei reggimenti, fra cui quelli della brigata Sassari, di Filippo Corridoni e del 4° reggimento Honvéd ungherese; si passa dal tunnel Schönburg, vicino a Cima 2, e scendendo dalla caverna del generale austro-ungarico Lukachich. Cima 3 è a meno di un minuto a piedi dal museo, e dal piazzale si vedono il Collio, Gorizia e, nelle giornate chiare, le Alpi e il mare
- Il museo del San Michele, del Comune di Sagrado, secondo il museo, letto nell'ottobre 2026, è aperto il mercoledì, il sabato e la domenica, da aprile a ottobre dalle 10:00 alle 18:00 e da novembre a marzo dalle 10:00 alle 16:00; negli altri giorni apre su prenotazione. Il biglietto per il museo e la cannoniera costa 8 euro, 5 euro per i ragazzi; la sola cannoniera 3 euro, 2 euro ridotto; la realtà virtuale 10 euro, 6 euro ridotto; la visita completa 15 euro, 10 euro ridotto. Per ogni genitore che paga il biglietto intero, un bambino fino a 14 anni entra gratis al museo e alla cannoniera, e fino a 5 anni si entra gratis. Dentro, la caverna Lukachich ricostruita in 3D e una sala di realtà virtuale a 360 gradi, con quindici postazioni, che fa rivivere l'attacco con i gas
- La galleria cannoniera di Cima 3, scavata dagli italiani fra l'ottobre del 1916 e il giugno del 1917 dopo la conquista, fu il comando tattico della Terza Armata: si visita negli orari del museo. Lungo il percorso esterno, in cinque punti, la realtà aumentata del museo si vede con il telefono, con il biglietto
- La Trincea delle Frasche è un tratto di trincea sul fianco del San Michele, a circa un chilometro sulla strada per Sagrado, dove si combatterono le prime tre battaglie dell'Isonzo nell'estate e nell'autunno del 1915; poco lontano, i resti di una trincea italiana segnano il posto dell'attacco con i gas
- San Martino del Carso, frazione di Sagrado, era in prima linea dal 1915 e fu distrutta dalle bombe. Giuseppe Ungaretti combatté sul San Michele per mesi, e qui scrisse molte poesie del Porto Sepolto, fra cui "San Martino del Carso" ("Di queste case non è rimasto che qualche brandello di muro"): la poesia si legge in piazza della Fontana. In paese c'è un piccolo museo del gruppo speleologico e il museo privato "Memorie della Grande Guerra"
- Il lago di Doberdò è un lago carsico che si riempie e si svuota dal sottosuolo, senza fiumi che lo alimentano, dentro la riserva naturale regionale dei laghi di Doberdò e Pietrarossa, 726 ettari fra Doberdò del Lago, Monfalcone e Ronchi dei Legionari. Sul colle del Castellazzo, sopra il lago, ci sono i resti di un castelliere dell'età del bronzo e il centro visite Gradina, con un museo sulla natura e sulla storia del Carso, la prima guerra mondiale compresa (telefono 0481 784111)
- Il 4 novembre, la Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate, al Sacrario c'è ogni anno la cerimonia con le alte cariche dello Stato, la compagnia d'onore, i reparti schierati sui gradoni e la corona d'alloro ai caduti, verso le 11:00. Nel 2026, mercoledì 4 novembre, la Regione e FS Treni Turistici Italiani fanno correre il treno storico della Grande Guerra da Trieste, con una locomotiva elettrica e le carrozze degli anni Trenta: parte da Trieste Centrale alle 7:40, passa da Monfalcone alle 8:12 e arriva a Redipuglia alle 8:23, e riparte da Redipuglia alle 15:45. Andata e ritorno costano 10 euro, 5 euro dai 4 ai 12 anni, e sotto i 4 anni si viaggia gratis senza posto; i biglietti si comprano da Trenitalia. Dopo la cerimonia ci sono le visite guidate al Sacrario e al Colle Sant'Elia, dalla casetta dell'ufficio turistico nel parcheggio, e il rancio del soldato da prenotare all'ufficio turistico
- D'inverno il Sacrario resta aperto sempre, le sale in cima solo dal martedì al sabato, e il museo del San Michele chiude alle 16:00. La bora sul Carso può essere molto forte: con un camper alto si guidano con attenzione le strade aperte di Doberdò e del San Michele
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