Articoli tecnici · Batterie
Tenere in salute una batteria LiFePO4
Come si tiene in salute una batteria al litio ferro fosfato, e quali abitudini prese con le AGM vanno disimparate prima che facciano danni.
Le abitudini del piombo, al litio, fanno male
Una AGM va tenuta il più possibile vicino alla carica piena e soffre ogni scarica profonda. Una LiFePO4 lavora bene proprio nella fascia centrale, e tenerla ferma al cento per cento è una delle cose che la invecchiano più in fretta. Le due regole sono opposte, ed è il motivo per cui chi passa al litio all'inizio lo tratta male senza accorgersene.
- La fascia comoda è fra il venti e l'ottanta per cento: è lì che conviene stare quasi sempre
- Il ciclo pieno da zero a cento non serve a niente se non a consumare cicli
- La scarica profonda ripetuta manda il sistema di protezione in blocco e stressa le celle
- Il numero di cicli dichiarato vale a temperatura mite e a correnti moderate, non in agosto sotto il tetto
Cosa dice la tensione, e cosa non dice
La tensione a riposo è l'unica misura che si fa in trenta secondi con un multimetro, e dice più di qualunque spia. Va letta a batteria ferma, non sotto carica e non sotto carico, perché con la corrente che scorre il valore si sposta e la lettura non vale niente. I numeri qui sotto sono gli ordini di grandezza di una LiFePO4 su un impianto a 12 V nominali: quelli esatti stanno nel manuale della tua batteria, e sono quelli che contano.
- Carica piena: intorno ai 13,6-13,8 V, misurati poco dopo la fine della carica
- Ottanta per cento: intorno ai 13,2-13,4 V, che è anche il livello buono per il rimessaggio estivo
- Metà carica: intorno ai 12,8-13,0 V
- Venti per cento: intorno ai 12,4-12,6 V, ed è il momento di ricaricare
- Sotto i 12,0 V: scarica profonda, da evitare e da correggere subito
- Una caduta improvvisa di mezzo volt non è consumo: è il sistema di protezione che è intervenuto
Il freddo è il limite vero
Sotto lo zero una LiFePO4 non si carica. Scaricarla si può, caricarla no, e in camper d'inverno questa differenza conta più di quanto sembri: il pannello solare al mattino comincia a mandare corrente mentre la cella è ancora gelata, e se il sistema di protezione non ha il blocco per bassa temperatura il danno se lo prende la batteria.
- Verifica sul manuale se il tuo BMS ha il blocco di carica a bassa temperatura: molti sì, non tutti
- Senza quel blocco, d'inverno vale la pena staccare il solare quando il mezzo resta fermo al gelo
- Le batterie con riscaldatore integrato lo accendono da sole, ma consumano per farlo
- Il caldo è l'altro estremo: sopra i 45-50 gradi si riducono i carichi e si cerca ombra e aria
Quanto caricare, e con quale corrente
La carica lenta è quella che la batteria preferisce, e in camper è anche quella che si fa senza accorgersene, perché il solare non ha fretta. La carica rapida serve quando si riparte fra un'ora, e usarla ogni giorno accorcia la vita della batteria senza dare niente in cambio.
- Uso normale: si sta fra il venti e l'ottanta per cento, ricaricando quando conviene
- Carica lenta, da tre a cinque ore per un ciclo pieno: è la migliore, meno stress termico
- Carica rapida: si tiene per le emergenze, non per l'abitudine
- Una carica piena ogni sei o dodici mesi rimette in riga il conteggio dello stato di carica
- Se il caricabatterie è ancora quello del piombo, il litio non arriverà mai dove dovrebbe: il profilo di carica è diverso
Il rimessaggio, che è dove si fanno i danni
Una batteria lasciata scarica per tre mesi è una batteria che si ritrova peggiorata, e una lasciata piena al caldo pure. Il rimessaggio si prepara in dieci minuti e poi chiede un controllo al mese.
- Inverno: si lascia intorno al cinquanta o sessanta per cento, in un posto non gelato
- Estate: si lascia intorno al settanta o ottanta per cento, all'ombra e con aria intorno
- Si staccano i consumatori, così l'autoconsumo del mezzo non se la mangia
- Un controllo di tensione al mese, settimanale se fa caldo: se scende sotto i 12 V si ricarica
- Alla ripresa si fa una carica lenta fino al cento per cento prima di rimettersi in strada
I controlli, e ogni quanto
Non è manutenzione da officina: è guardare cinque cose e misurarne una, con una frequenza che sta in testa senza bisogno di scriverla.
- A ogni partenza: poli e connessioni a vista, trenta secondi
- Ogni mese: alloggiamento, cavi, spazio d'aria intorno alla batteria e temperatura
- Ogni tre mesi: pulizia dei poli, con spazzolino asciutto e, se serve, bicarbonato diluito e asciugatura
- Ogni tre mesi: grasso dielettrico sui contatti, che tiene lontana l'ossidazione
- Ogni sei mesi: sezione e isolamento dei cavi, fusibile e sezionatore sul positivo
- Mai: alcol, aceto o solventi sui poli
Quello che non va fatto
Sono quattro errori, e sono quelli che accorciano la vita di una batteria da dieci anni a tre.
- Scaricarla sotto il cinque per cento con regolarità: se succede spesso serve più capacità, non più pazienza
- Cicli rapidi e ripetuti di carica e scarica nella stessa giornata, che scaldano il sistema di protezione
- Lasciarla in un vano umido o con la condensa: il BMS si corrode e il guaio diventa elettrico
- Tenerla sopra i 50 gradi per giorni, che è quello che succede in un gavone chiuso esposto al sole
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