Civita di Bagnoregio sta in cima a una rupe di tufo che la valle dei calanchi continua a mangiare da tutti i lati, e ci si arriva solo a piedi, su un ponte lungo circa trecento metri che nell'ultimo tratto sale deciso fino alla porta. Bonaventura Tecchi, che ci passò la giovinezza, l'ha chiamata la città che muore, e il nome le è rimasto addosso: dentro le mura abitano pochissime persone, le case guardano il vuoto e ogni frana toglie qualcosa al bordo. Si visita in mezza giornata, e la parte migliore è il giro largo, dalla porta scavata nel tufo fino al giardino affacciato sui calanchi, dove il borgo finisce e la valle si apre da tutte e due le parti.
Dormire
Sosta e pernottamento
Due possibilità sull'altro lato della valle, molto diverse fra loro: una attrezzata e con la navetta, l'altra solo un posto dove lasciare il mezzo.
Area Sosta Camper Lubriano
Piazza Palme, 01020 Lubriano (VT)
è l'area comunale di Lubriano, sul lato opposto della valle rispetto a Civita. La navetta per il belvedere si paga a parte, 15 euro, ed è il modo comodo di arrivare all'imbocco del ponte senza spostare il mezzo. In linea d'aria il borgo è a poco più di un chilometro, ma in mezzo c'è la valle dei calanchi: a piedi non si passa e in macchina il giro è di cinque chilometri. Sulla piazza ci sono un bar e una fontanella, e da Lubriano partono i belvedere da cui si fotografa Civita intera.
17 piazzole
ScaricoElettricitàWC
20 euro la sosta con il camper, 15 euro la navetta · comune.lubriano.vt.it
la seconda soluzione, senza nessun servizio: uno spiazzo dove lasciare il mezzo, a Bagnoregio. Dal parcheggio al belvedere da cui parte il ponte si va a piedi, in una ventina di minuti di strada in paese, oppure con la navetta comunale. I costi per il pernottamento non li conosciamo.
Il mezzo resta fuori dal borgo: dentro Civita non entra niente che abbia le ruote, nemmeno una bici
Dal belvedere di Bagnoregio all'imbocco del ponte sono cinque minuti a piedi in discesa
Il ponte è lungo circa 300 metri, senza un filo d'ombra, e l'ultimo terzo sale ripido
Dal belvedere alla porta ci abbiamo messo poco più di venti minuti, con le fotografie
Dentro il borgo si gira in pochi passi: una via principale, due slarghi e i vicoli che finiscono sul vuoto. Il fondo è selciato irregolare, con scalini
Fra Bagnoregio, il belvedere e Lubriano c'è la navetta, che si paga a parte: 15 euro dall'area di sosta di Lubriano
Vedere
Punti di interesse
Otto tappe in fila, nell'ordine in cui si incontrano salendo: il ponte, la porta, la piazza e poi la punta orientale, dove il tufo è scavato e la valle si apre. Tocca un punto sulla mappa per aprirne la scheda qui sotto.
1
Il ponte pedonale
Passeggiata · ingresso a pagamento · 42.62610, 12.10954
è l'unico modo di entrare a Civita da quando la vecchia sella di tufo è franata. La passerella in cemento parte dal belvedere di Bagnoregio e sale fino a Porta di Santa Maria: circa trecento metri, con l'ultimo tratto in pendenza forte e il vuoto da tutte e due le parti. Il biglietto si paga all'imbocco, e vale l'ingresso al borgo. La vista sulla rupe si guadagna già da qui, prima ancora di arrivare.
l'antico e unico ingresso al borgo. L'arco ogivale è chiuso dentro un cassero che nel 1558 ha sostituito la porta medievale con la torre di guardia, su progetto di Raffaele Sinibaldi da Montelupo Fiorentino; il nome viene dalla chiesa che stava sopra l'arcata. Sull'arco si riconoscono due leoni scolpiti che stringono una testa umana, che la tradizione lega alla rivolta contro i Monaldeschi. Sotto la porta passa la galleria scavata nel tufo, che era già l'accesso alla città etrusca e poi a quella romana.
il cuore del paese e il centro del suo impianto urbanistico, con il fondo in terra battuta e l'antico palazzo comunale su un lato. Ci si affacciano le poche botteghe rimaste e le osterie, e d'estate i tavolini escono sulla piazza. È qui che si corre il palio degli asini, che gira due volte intorno allo spiazzo.
sta di fronte all'antico palazzo comunale, sul lato della piazza che porta il suo nome, ed è monumento nazionale italiano dal 1940. Dentro custodisce un crocifisso ligneo del Quattrocento, che è la cosa più preziosa del borgo. Il campanile si vede da tutto il paese e serve da riferimento nei vicoli, dove si perde subito l'orientamento.
Palazzo Alemanni, Piazza San Donato, 01022 Civita di Bagnoregio (VT)
sta al secondo piano di Palazzo Alemanni e spiega i fenomeni di erosione che minacciano la stabilità della rupe: il cappello di tufo appoggiato su argille tenere, l'acqua che scava, i calanchi che avanzano di poco ogni anno. È la spiegazione del soprannome, e vale la mezz'ora che porta via. Orari e prezzo si chiedono al telefono, e conviene farlo davvero: le fonti non concordano. Chi vende il biglietto del ponte lo dà a 3 euro e aperto tutti i giorni dalle 9 alle 17; altre fonti dicono 8 euro e, da settembre a maggio, solo dal venerdì alla domenica. Fra tre risposte diverse, quella buona la dà una chiamata.
un dedalo di case in pietra, archi, botteghe artigiane e le scale esterne tipiche della Tuscia, chiamate profferli, che salgono al piano di sopra senza entrare in casa. Si girano in pochi minuti e sono la parte del borgo che cambia a ogni ora del giorno: alle otto sono vuoti, a mezzogiorno ci si passa in fila, alle cinque tornano vuoti.
un'antica tomba etrusca a camera, scavata nella parete di tufo sotto il borgo e trasformata in epoca medievale in luogo di preghiera e romitorio. Porta il nome del santo che nacque a Bagnoregio. La posizione esatta non l'abbiamo rilevata: il punto sta nella scheda ma non ancora sulla mappa.
8
Il Giardino del Poeta
Belvedere · ingresso libero · 42.62852, 12.11577
alla punta orientale del borgo, dove Civita finisce e la valle dei calanchi si apre in tutte le direzioni. È uno spazio verde curato, affacciato direttamente sul vuoto: da qui la forma della rupe si capisce meglio che da qualsiasi altro punto, con il tufo chiaro, le creste di argilla e Bagnoregio dall'altra parte con il ponte teso in mezzo.
Due volte l'anno gli asini corrono in piazza, e fra Natale e l'Epifania il borgo intero diventa un presepe.
Il prossimo: Festa delle Cantine · 9-11 otttra 3 giorni
9-11ott
Festa delle Cantine
a ottobre
a Bagnoregio, ai piedi del ponte, le cantine del centro storico aprono la sera con il vino del territorio, i banchi dei prodotti locali e la musica nelle piazze. Nel 2026 è la sedicesima, dal 9 all'11 ottobre: cantine aperte dalle 18, a pranzo anche sabato e domenica, ingresso libero e degustazioni con il biglietto in piazza Cavour
tra 3 giorni
6giu
Palio della Tonna
prima domenica di giugno e seconda di settembre
le contrade di Civita si sfidano correndo a dorso d'asino sulla "tonna", il giro tracciato dentro la piazza di San Donato. È la festa popolare del borgo, si corre due volte l'anno, e alla contrada che vince restano un drappo dipinto e un anno di vanto
da confermare6 giu · 12 set
Le date di quest'anno non sono ancora uscite
Presepe vivente
fra il 26 dicembre e l'Epifania
il borgo si trasforma in una scenografia: il souk arabo, il castrum romano, la corte di Erode, gli artigiani al lavoro, i pastori e la natività, con gli abitanti di Bagnoregio nei panni. Si tiene in alcune giornate fra Natale e il 6 gennaio, nel tardo pomeriggio
Civit'Arte
a luglio
la rassegna di recital, incontri e spettacoli nelle piazze di Civita, più vicina alla filosofia che al teatro: nel 2026 si intitolava "Tra la bellezza e il pensare" e andava dal 6 al 27 luglio
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Consigli utili
Con il caldo si va la mattina presto o nel tardo pomeriggio: sul ponte non c'è ombra ed è in salita, con l'ultimo tratto ripido
Il fondo del borgo è selciato irregolare e ci sono scalini: non è un percorso comodo per chi cammina con difficoltà, e con la carrozzina non si arriva dappertutto
Il biglietto del ponte è di 5 euro, e comprende l'ingresso al borgo: le tariffe cambiano nel tempo, quindi prima di partire vale un controllo sul sito del comune di Bagnoregio
Mezza giornata basta per il borgo; il tempo che avanza si passa bene sui belvedere di Lubriano, sull'altro lato della valle, da cui si fotografa Civita intera
Le due soste stanno tutte e due fuori Bagnoregio e si scelgono per quello che serve: a Lubriano ci sono i servizi e la navetta si paga a parte, a Trucinano si sta più vicini al ponte ma non c'è niente
Civita di Bagnoregio · seconda parte
e poi?
Cosa si fa, cosa si assaggia, e dove si va domani.
Esperienze da qui
Quello che abbiamo fatto partendo da qui, ordinato per tempo di guida.
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva per l'impasto
60 g di tartufo nero
2 spicchi d'aglio
2 filetti di acciuga sott'olio
6 cucchiai di olio extravergine di oliva
pepe nero macinato al momento
Preparazione
mescola le due farine con il sale, disponile a fontana e versa al centro l'olio e l'acqua tiepida poco per volta
impasta dieci minuti, fino a un impasto sodo e liscio, poi coprilo e lascialo riposare mezz'ora
stendi una sfoglia spessa mezzo centimetro e tagliala a strisce larghe un dito
arrotola ogni striscia sotto le mani aperte, partendo dal centro verso l'esterno, fino a ottenere un cordoncino lungo e irregolare: i piciarelli non devono venire uguali, è il loro segno
infarinali con la semola e allargali su un vassoio senza accavallarli
spazzola il tartufo con uno spazzolino sotto un filo d'acqua, asciugalo e grattugiane due terzi, tenendo il resto per la fine
in un padellino scalda l'olio con l'aglio schiacciato e le acciughe a fuoco bassissimo, finché le acciughe si sciolgono, poi togli l'aglio
spegni il fuoco e unisci il tartufo grattugiato: il tartufo non si cuoce, si scalda, altrimenti perde tutto
lessa i piciarelli in acqua salata quattro o cinque minuti, finché vengono a galla
scolali tenendo da parte un mestolo di acqua di cottura, versali nel padellino e mantecali fuori dal fuoco con un po' di quell'acqua
servi con il tartufo tenuto da parte grattugiato sopra e una macinata di pepe
12 scatti del nostro passaggio. Toccane uno per vederlo grande.
il ponte pedonale che sale verso Civita, con il borgo in cima alla rupela rupe di tufo e le case appoggiate sulle mura, dall'ultimo tratto della salitail passaggio a doppio arco scavato nel tufo, aperto su una corte con la casa coperta d'ederalo slargo davanti alla trattoria, con la lavagna del menu e le case di tufoil vicolo in salita verso il campanile, con i vasi di fiori appesi ai muril'arco con le piante appese e le cartoline in vendita, poco dentro la portalo slargo con gli archi e le botteghe, in una mattina d'estateil vicolo lastricato con i tavolini fuori, nel tardo pomeriggiouna finestra scavata nel tufo, con il davanzale di cotto, aperta sulla vallei calanchi visti da un arco coperto d'edera, con i fiori sul davanzalela valle dei calanchi controluce, con il sole basso sopra il crinaleil muro di tufo coperto d'edera sotto Porta di Santa Maria, sulla via del ritorno