Civita Castellana sta su uno sperone di tufo chiuso fra due forre, e da lassù non si vede: si vede da fuori, dal ponte Clementino, che scavalca la valle del Rio Maggiore quaranta metri più in alto del fondo. Qui c'era Falerii Veteres, la capitale dei Falisci, finché nel 241 a.C. i Romani non la rasero al suolo e portarono gli abitanti sei chilometri più in là, in piano. Del paese falisco restano le necropoli scavate nelle pareti delle forre. Poi la rupe si riempì di nuovo, nel medioevo, e da quel secondo paese vengono le due cose che si vanno a vedere: il duomo, con il portico che i Cosmati firmarono nel 1210, e il Forte Sangallo, il pentagono che Alessandro VI Borgia si fece costruire sopra la rupe e che oggi tiene dentro il Museo dell'Agro Falisco. E poi c'è la cosa che non si legge nelle guide: da tremila anni qui si lavora la stessa argilla, e la città che ne è venuta fuori è oggi il maggiore distretto italiano della ceramica sanitaria.
Dormire
Sosta e pernottamento
Due aree, tutte e due sotto il paese nuovo e nessuna delle due vista da noi: quello che segue viene dalle fonti, e la riga delle note si riempie tornando.
Area sosta di via Terni
via Terni 11, 01033 Civita Castellana
sessanta posti gratuiti con acqua e scarico, sotto il paese nuovo. OpenStreetMap qui conosceva solo lo scarico, senza dire di che cosa fosse parte: che fosse un'area da sessanta posti l'ha detto Park4Night. Dal piazzale al forte c'è un chilometro, e vuol dire scendere nel centro storico a piedi.
è l'alternativa attrezzata, con wc, doccia e corrente, ma più del doppio lontana dal centro. Ha un telefono, quindi si può chiamare prima: l'altra no, e si guarda arrivando.
Il centro storico è piccolo e si gira tutto a piedi: dal forte al duomo sono duecento metri, e la piazza sta in mezzo
Il parcheggio libero più vicino al Forte Sangallo è a 42.286859, 12.408335, settanta posti e gratuito, ma è pensato per le automobili
Il ponte Clementino si attraversa a piedi ed è il punto da cui il borgo si vede intero: sta sulla strada che esce dal centro verso est, seicento metri dal duomo
Vedere
Punti di interesse
Il centro storico si gira in un paio d'ore. Le necropoli invece stanno fuori, lungo le forre, e chiedono di uscire dal paese. Tocca un punto sulla mappa per aprirne la scheda qui sotto.
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Forte Sangallo
Castello · ingresso a pagamento · 42.28823, 12.40861
pentagono irregolare voluto da Alessandro VI Borgia dal 1494, su progetto di Antonio da Sangallo il Vecchio; il mastio ottagonale è del Giovane, di anni dopo. La cosa da guardare è il cortile d'onore, a due ordini di paraste, doriche sotto e ioniche sopra: è fra i primi esempi di una soluzione che il primo Cinquecento poi ripete ovunque, e si guarda in dieci minuti. Dentro sta il Museo Archeologico Nazionale dell'Agro Falisco, e il biglietto è lo stesso.
raccoglie i materiali degli scavi falischi, ed è il posto dove la differenza fra Falisci ed Etruschi smette di essere una nota a piè di pagina. Aperto da martedì a domenica 8:30-19:00, ultimo ingresso alle 18:00, chiuso il lunedì: intero 5 euro, agevolato 2 euro. Esiste anche un cumulativo dei musei archeologici del Lazio settentrionale, 15 euro, valido 365 giorni con un ingresso per sito.
la chiesa è di fine XII secolo, il portico del 1210. Lo firmarono Jacopo di Lorenzo e il figlio Cosma, e da quella famiglia di marmorari romani viene l'aggettivo cosmatesco che poi si usa per tutti. Sui pilastri ci sono i simboli dei quattro evangelisti e al centro dell'arco l'Agnello. L'11 luglio 1770 Wolfgang Amadeus Mozart, quattordici anni, si fermò qui e suonò l'organo durante la messa della domenica: la lapide che lo ricorda sta fuori.
quaranta metri sopra la forra del Rio Maggiore e novanta di lunghezza, a doppia arcata, del 1709 per volere di Clemente XI su progetto di Filippo Barigioni. È il posto da cui Civita Castellana si guarda, non quello da cui si guarda il panorama: pittori e incisori ci sono passati per due secoli, ed è la fotografia che ci si porta a casa.
i resti del santuario falisco in località Celle, fuori dal paese verso est. Giunone Curite era la divinità dei Falisci, e il santuario stava fuori le mura come si usava: ci si arriva dalla strada che scende verso la forra.
le tombe a camera scavate nel tufo lungo la parete della forra, accanto al santuario di Giunone Curite. Sono falische, cioè dei secoli in cui la città stava ancora quassù.
la necropoli falisca dall'altra parte della forra rispetto al paese, sotto la zona archeologica del Castellaccio. È la più vicina al centro e la si vede dal ponte.
Il carnevale qui non è un'aggiunta al calendario: è la festa del paese, e va avanti da quattro secoli e mezzo.
Carnevale Civitonico
dal 17 gennaio al martedì grasso
nel 2026 era alla 460ª edizione, cioè si corre dal Cinquecento, e non è una rievocazione ma la festa che i civitonici si fanno da soli. Il 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate, 'O Puccio entra in piazza: è il Re Carnevale, e ci resta fino alla fine. Le sfilate di gala sono tre, le due domeniche prima del martedì grasso e il martedì grasso stesso, con il Carnevale dei Bambini il giovedì. Si chiude in piazza Matteotti con il rogo del Puccio. Le date ballano con la Pasqua, quindi si guardano ogni anno
Ricorda
Consigli utili
Il museo dentro il forte chiude il lunedì, e con lui quasi tutti i musei del circondario: arrivando di lunedì restano il ponte, il duomo e le necropoli, che sono all'aperto e non chiedono biglietto
Mettici Falerii Novi, sei chilometri più in là: è la città che i Romani costruirono ai Falisci dopo aver raso al suolo questa, ha due chilometri di mura quasi intere, e le due mezze storie messe insieme fanno una giornata sola invece di due mezze
Il portale dell'abbazia di Falerii Novi è opera degli stessi Cosmati del portico del duomo, e i due posti distano sei chilometri: chi li guarda nello stesso pomeriggio riconosce la mano
Il paese nuovo, quello sotto, è il maggiore distretto italiano della ceramica sanitaria: non è bello da vedere, ma è la ragione per cui questo posto è ancora vivo e non un borgo da cartolina
Civita Castellana · seconda parte
e poi?
Cosa si fa, cosa si assaggia, e dove si va domani.
Esperienze da qui
Quello che abbiamo fatto partendo da qui, ordinato per tempo di guida.
80 g di pecorino romano grattugiato, e altro per finire
pepe nero macinato al momento
sale
olio extravergine, poco, per ungere la padella
Preparazione
sbatti le uova con un pizzico di sale, poi aggiungi la farina un po' alla volta mescolando perché non faccia grumi
allunga con l'acqua fino a una pastella molto fluida, più liquida di quella delle crespelle: è quello che li fa sottili, e se resta densa vengono frittatine
lasciala riposare almeno mezz'ora, e se hai tempo qualche ora: più riposa, meglio vengono
scalda una padella antiaderente e ungila appena, con la carta: l'olio deve velare, non friggere
versa un mestolino di pastella e ruota la padella per stenderla sottile, cuoci finché si stacca da sola, poi girala per pochi secondi
stendi il frittellone su un piatto, spolveralo di pecorino e pepe finché è caldo, così il formaggio si attacca, e arrotolalo
continua così con tutta la pastella, impilando i rotoli, e finisci con altro pecorino e un ultimo giro di pepe
5 scatti del nostro passaggio. Toccane uno per vederlo grande.
il Forte Sangallo dall'alto, il pentagono di Antonio da Sangallo con il mastio ottagonale e il paese nuovo dietroil vicolo del centro storico visto da sotto un arco, con il lampione appeso e il selciato in salitala terrazza affacciata sulla forra, con l'edicola dipinta accanto alla scala e il bosco che riempie la valleil Forte Sangallo illuminato all'ora blu, visto dalla strada che gli passa sottoil bastione del forte da vicino, con la testa scolpita sullo spigolo che la luce prende di taglio