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le cave di Fantiscritti con la valle che scende verso Carrara e il mare della Versilia
Foto: Gabriele85, Wikimedia Commons, CC0

Tour turistici · Fantiscritti, Carrara · Italia

Le cave di marmo di Carrara e Colonnata, da Montignoso

i tre bacini del marmo sopra Carrara, la cava in galleria di Ravaccione e il fuoristrada fino a mille metri da Fantiscritti, i Ponti di Vara della vecchia ferrovia marmifera, e a Colonnata il lardo stagionato nelle conche di marmo

mezza giornataDurata
15 euro gli adulti, in galleria o in fuoristradaPrezzo
tutto l'anno; le visite in cava da marzo ai primi di novembreQuando andarci

Da Montignoso, guardando a nord, le Apuane sopra Carrara sono bianche anche d'estate: non è neve, sono le cave di marmo. Sopra la città si aprono tre valli, i bacini marmiferi di Torano, di Miseglia, con Fantiscritti, e di Colonnata, dove si cava dai tempi dei Romani, che lo chiamavano marmo di Luni dal porto da cui partiva. Quasi tutte le cave sono a cielo aperto: la montagna tagliata a gradoni, con le pareti dritte e i piazzali dove si squadrano i blocchi, che da lontano sembrano gradinate di un anfiteatro. Alcune sono in galleria, scavate dentro la montagna come una chiesa senza finestre. Nelle cave si lavora, e non si entra da soli: si va a Fantiscritti, in fondo alla valle di Miseglia, dove partono i fuoristrada che salgono fra le cave fino a circa mille metri, dove un minibus porta alla cava in galleria di Ravaccione, e dove la Cava Museo racconta come si lavorava prima delle macchine. Per arrivarci si passa sui Ponti di Vara, i viadotti della ferrovia che fino al 1964 portava i blocchi al mare. Nell'altra valle, a Colonnata, il paese dei cavatori stagiona il lardo nelle conche di marmo. Con il camper che dorme al mare è una mezza giornata, o una giornata intera con Colonnata, il centro di Carrara e il belvedere di Campocecina.

Come arrivarci

Da Montignoso a Carrara si va per l'Aurelia o per l'autostrada, uscendo a Carrara; da lì si sale verso le cave seguendo le indicazioni per l'Ospedale e poi per Miseglia, Ponti di Vara e Fantiscritti. Le strade dei bacini sono quelle dei camion del marmo: strette, in salita, con i mezzi carichi che scendono nei giorni feriali.

  • La strada per Fantiscritti, quella che il gestore della cava in galleria indica anche per i camper: dal casello di Carrara alla rotatoria di Turigliano, poi verso l'Ospedale di Carrara, la piazza Marco e Francesco di Miseglia, i Ponti di Vara e Fantiscritti. È la strada dei pullman turistici, che il Comune lascia salire fino a 12,5 metri di lunghezza: con un camper ci si sta, ma si guida piano e si lascia passare chi scende. Le auto possono proseguire fino all'ingresso di Ravaccione; i camper, le moto e i pullman si fermano a Fantiscritti
  • Il centro di Carrara è un cantiere: dal 3 novembre 2025, ordina il Comune con l'ordinanza 1162 del 31 ottobre 2025, i lavori di consolidamento della copertura del Canal del Rio cambiano la viabilità del centro, e per questo i pullman turistici salgono ai bacini dalla Strada dei Marmi, la strada dei camion dal porto alle cave. La Strada dei Marmi resta per i mezzi del marmo e per i pullman con il permesso: i camper salgono dalla strada dell'Ospedale
  • Il parcheggio di Fantiscritti è grande e gratuito, per un centinaio di auto e una ventina di pullman, secondo il gestore, con i bagni pubblici: Carrara Marble Tour, che lo gestisce accanto alla sua biglietteria, scrive che è pensato anche per caravan e mezzi ingombranti. Da lì si va a piedi alla Cava Museo, ai fuoristrada e al minibus della galleria
  • A Colonnata si sale da Carrara per Codena e Bedizzano, sulla strada stretta del paese. Sotto il paese c'è un parcheggio gratuito, a circa trecento metri dalla piazza; in piazza Palestro, in cima, il parcheggio è piccolo, accanto alla fontanella e ai bagni pubblici
  • In autobus: Autolinee Toscane porta da Carrara a Colonnata con la linea L50, per Bergiola e Bedizzano; la L49 va a Miseglia e la L48 a Torano. A Fantiscritti nessuna linea arriva. Per chi lascia il camper in campeggio e vuole salire solo a Colonnata, l'autobus evita la strada stretta
  • Per dormire non serve una sosta a Carrara: si torna ai campeggi della Partaccia, a Marina di Massa, a una ventina di minuti, che sono le soste della scheda di Montignoso. Sulla costa di Marina di Carrara le aree per i camper sono private

Informazioni pratiche

Si sale la mattina: la visita in galleria dura tre quarti d'ora, il fuoristrada un'ora, e Colonnata si lascia per il pranzo. In galleria fa fresco tutto l'anno, sul piazzale delle cave d'estate il marmo bianco abbaglia.

Durata mezza giornata per Fantiscritti, con la cava in galleria o il fuoristrada e la Cava Museo; una giornata intera aggiungendo Colonnata con il pranzo, il centro di Carrara con il Duomo, e la sera il belvedere di Campocecina

Prezzo 15 euro gli adulti, in galleria o in fuoristrada

Quando andarci tutto l'anno; le visite in cava da marzo ai primi di novembre

Adatto a famiglie con bambini di ogni età; la cava in galleria si fa su un solo piano, anche con il passeggino, in carrozzina e con il cane. In galleria ci sono circa 16 gradi tutto l'anno: serve una felpa o una giacca anche in agosto, e scarpe da ginnastica; il caschetto lo danno all'ingresso. Sul fuoristrada servono scarpe comode e occhiali da sole. Moto e scooter in galleria non sono ammessi

Prenotazione per la cava in galleria, nel 2026, è obbligatoria nei giorni feriali di aprile, maggio, settembre e ottobre, e consigliata negli altri giorni, su WhatsApp. Il fuoristrada di Carrara Marble Tour non si prenota: ci si presenta alla biglietteria di Fantiscritti e si prende il primo giro libero. La Cava Museo si visita solo prenotando

Contatti

Dove si trova

Fantiscritti, Carrara · Toscana

44.090250, 10.133500

Appunti

  • La cava in galleria di Ravaccione, di Marmotour: da Fantiscritti un minibus porta in tre minuti all'ingresso, poi si cammina dentro la montagna per circa quattrocento metri, su un solo piano, in una cava dove si lavora, con le macchine al loro posto. La sala più grande la chiamano la Cattedrale di marmo, circa 24.000 metri cubi di vuoto; c'è un murale della Creazione di circa 160 metri quadrati, e una cantina dove si fa invecchiare il vino in cava. La visita dura circa 45 minuti. Nel 2026 le partenze, secondo Marmotour, sono dal 28 marzo a fine maggio alle 11:00, 12:00 e 13:00 nei giorni feriali e fino alle 15:00 il sabato, la domenica e i festivi; a giugno, luglio e agosto dalle 11:00 alle 14:00 nei giorni feriali e fino alle 15:00 nel fine settimana; a settembre, ottobre e il 1 e 2 novembre tutti i giorni dalle 11:00 alle 14:00, con una partenza ogni ora. Bisogna esserci dieci minuti prima, altrimenti si aspetta il giro dopo. Il listino del 2026: 15 euro dai 18 anni, 10 euro dai 12 ai 17, 5 euro dai 6 agli 11, gratis fino a 5 anni. Fuori stagione si visita su accordo
  • Il fuoristrada fra le cave a cielo aperto, di Carrara Marble Tour, che ha la biglietteria in via Fantiscritti 2: sei fuoristrada da otto posti con l'autista, che parla italiano e inglese, partono ogni venti o trenta minuti, tutti i giorni festivi compresi, dal 1 marzo al 2 novembre, dalle 10:00 alle 17:00. Il giro dura circa un'ora e sale alla cava numero 83, Canalgrande alto, a circa mille metri, dove intorno lavorano una trentina di cave: si guardano da vicino le macchine e i blocchi, e dal punto panoramico, quando è chiaro, si vedono il mare, Portovenere, le Cinque Terre e il golfo della Spezia. Scendendo si passa sulle strade dove si girò un inseguimento di 007 Quantum of Solace. Il listino in linea, senza una data, dice 15 euro gli adulti e 7,50 euro i bambini fino a 6 anni; a richiesta, al ristorante Il Poggio accanto alla biglietteria, la colazione del cavatore con il lardo di Colonnata e un bicchiere di rosso. Telefono 0585 779673
  • La Cava Museo di Fantiscritti l'ha messa insieme Walter Danesi in quarant'anni di ricerche: attrezzi, oggetti e statue a grandezza naturale che raccontano il mestiere del cavatore e la vita delle famiglie fino al 1960, e come si cavava, si portava a valle e si lavorava il marmo prima delle macchine. La visita è guidata, dura 45 minuti e si prenota sempre. Il listino in linea, senza una data, è scritto per i gruppi: 10 euro a persona, con almeno dieci persone, da 6 a 8 euro le scuole. Telefono 348 3138538 o 334 7870741
  • Le cave non sono un parco: si entra solo con una guida abilitata, con il personale di una cava che organizza visite o con un gestore di giri in fuoristrada o in minibus, scrive Visit Tuscany, l'ente del turismo della Regione. I piazzali sono cantieri, con blocchi da decine di tonnellate, ruspe e camion, e le strade dei bacini sono le loro: ci si ferma solo nei parcheggi
  • Come si cava: i primi cavatori infilavano nelle fessure della roccia cunei di legno di fico e li bagnavano, e il legno gonfiandosi staccava il masso; i Romani scavavano una scanalatura lungo la linea del taglio e ci battevano dentro cunei di ferro. Poi vennero le mine, la varata. Alla fine dell'Ottocento arrivò il filo elicoidale, un cavo d'acciaio di qualche centinaio di metri che girava su pulegge portando acqua e sabbia, e tagliava il marmo di venti centimetri l'ora; oggi si taglia con il filo diamantato. Si stacca dal monte una fetta enorme di roccia, la bancata, la si ribalta sul piazzale su un letto di detriti, e la si divide in blocchi. Prima di tutto, il tecchiaiolo, appeso a una fune, puliva la parete dalla roccia che poteva cadere
  • Come scendevano i blocchi: il modo più antico era lasciarli rotolare, e fu vietato per legge quando si affermò la lizzatura. Il blocco legato su una slitta di legno, la lizza, scendeva lungo i ravaneti, i pendii di detriti, trattenuto dall'alto dalle funi avvolte attorno a pali piantati nella roccia: davanti il capo lizza metteva sotto la slitta i parati, assi di ciliegio insaponate dal più giovane della squadra, e dava il segnale ai mollatori di allentare le funi. Se il carico scappava, travolgeva chi stava davanti. Al poggio caricatore, il piazzale in fondo alla via di lizza, i blocchi passavano sui carri dei buoi, poi sulla ferrovia, e dagli anni Venti sui camion
  • La ferrovia marmifera e i Ponti di Vara: la Ferrovia Marmifera Privata di Carrara, a vapore, saliva dal porto di Marina di Carrara fino a 445 metri, a Ravaccione, con diciassette fra stazioni e piazzali di carico, fra cui Fantiscritti, Ravaccione e Colonnata. I Ponti di Vara, gli archi in pietra sopra la valle di Miseglia, furono costruiti per il ramo dentro i bacini, inaugurato il 15 maggio 1890. La ferrovia chiuse nel 1964, e i suoi ponti e le sue gallerie sono diventati strade: si passa sui ponti salendo a Fantiscritti, e all'arrivo, sul piazzale, c'era la stazione
  • Il marmo di Michelangelo: lo statuario, il bianco più puro e più raro, è quello delle statue. Michelangelo veniva a Carrara a scegliere i blocchi di persona, e in piazza del Duomo c'è la casa dove abitava; delle cave che usò, quella del Polvaccio a Torano non esiste più, consumata dai secoli di scavi. Il CARMI, il museo Carrara e Michelangelo, in via Sorgnano 42, racconta Michelangelo, Carrara e il marmo; secondo il museo, dal 1 giugno al 14 settembre è aperto dal martedì alla domenica dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 17:00 alle 20:00, e dal 15 settembre al 31 maggio dal martedì al giovedì la mattina, il venerdì il pomeriggio, il sabato e la domenica tutto il giorno; il lunedì è chiuso
  • Il Museo Civico del Marmo, in viale XX Settembre 85, è chiuso dal 2023: la Camera di Commercio, che possiede l'edificio, ha cominciato i lavori di ristrutturazione nel novembre 2024, e la riapertura non ha una data. Delle sue collezioni, la cava romana si vede dal vero a Fossacava
  • Fossacava, sulla strada per Colonnata, è la più grande cava romana della zona, ad anfiteatro, lunga circa duecento metri, da cui si cavava il bardiglio, il marmo grigio venato. Secondo il Comune, nell'estate 2026 l'area archeologica era aperta tutti i giorni, festivi compresi: a giugno dalle 10:00 alle 15:00, a luglio e ad agosto dalle 9:00 alle 12:00, a settembre dalle 10:00 alle 13:00. Telefono 335 1047436
  • Colonnata sta in cima alla valle del suo bacino, a otto chilometri da Carrara, nel Parco delle Alpi Apuane: nacque intorno al 40 avanti Cristo per gli schiavi delle cave, e il 24 agosto 1944 fu bruciata dai nazifascisti. È fatta di pietra e di marmo lasciato a vista nei portali e negli scalini; in piazza Palestro c'è il monumento al cavatore, dalla piazza si guarda la valle, e la chiesa di San Bartolomeo ha gli altari di marmo e un crocifisso del Seicento. Poco sopra il paese si vedono le cave di Gioia, a gradoni
  • Il lardo di Colonnata IGP: il grasso della schiena del maiale si mette a strati nelle conche, vasche ricavate da blocchi di marmo dei Canaloni, strofinate con l'aglio, con il sale marino, il pepe nero, il rosmarino, l'aglio fresco e le spezie; si lavora da settembre a maggio e stagiona almeno sei mesi. È IGP dal 26 ottobre 2004 e la zona è il solo paese di Colonnata; secondo la Fondazione Qualivita i produttori sono quattordici. Per secoli fu il companatico dei cavatori, con il pane e il pomodoro. Si compra nelle larderie del paese, che lo affettano al banco, e lo si assaggia nei bar e nelle trattorie della piazza. L'Associazione Tutela del Lardo di Colonnata ha sede in via Palestro 3
  • Il centro di Carrara, in breve: il Duomo di Sant'Andrea, con la facciata a fasce di marmo bianco e grigio e il grande rosone gotico, e il campanile di 33 metri; in piazza del Duomo la fontana del Gigante, un Andrea Doria nei panni di Nettuno che Baccio Bandinelli lasciò abbozzato, messa lì nel 1563, e la casa di Michelangelo. Poco sotto c'è piazza Alberica, con i palazzi del Seicento, e vicino l'Accademia di Belle Arti, nel palazzo dei Cybo Malaspina. Nel 2026 il festival White Carrara ha lasciato per le strade del centro una trentina di opere di design in marmo, che restano
  • Campocecina, il belvedere: si sale da Carrara per la statale verso Gragnana, Castelpoggio e Fosdinovo, e dopo Castelpoggio si gira per Campocecina. Al piazzale dell'Uccelliera, a 1.190 metri, il belvedere guarda dall'alto i bacini, la città, il porto e tutta la costa fino alla Versilia; più su, all'Acquasparta, a 1.275 metri, c'è un parcheggio gratuito di una ventina di posti e il parco con le sculture di dodici artisti del simposio del 2001. Il rifugio Carrara è chiuso dal novembre 2025, quando i gestori hanno lasciato, e il CAI cerca chi lo prenda. Nei giorni feriali sulla strada scendono i camion carichi della cava di Castelbaito, riaperta
  • La Biennale di scultura di Carrara, nata nel 1957, ha avuto quattordici edizioni fino al 2010, con Picasso, Henry Moore, Miró, Botero, Fontana e Cattelan: le opere comprate dal Comune stanno al mudaC, il Museo delle Arti, in via Canal del Rio 1

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