Dopo il terremoto dell'11 gennaio 1693 Noto non fu ricostruita dov'era. La città vecchia stava sul monte Alveria, a otto chilometri, e la si lasciò alle sue rovine: la nuova la disegnarono da capo sul colle del Meti, tutta insieme e tutta barocca, con le strade dritte e le piazze messe dove servivano a farsi guardare. Il risultato è un chilometro di Corso, da Porta Reale a San Domenico, dove chiese, conventi e palazzi stanno in fila come su un palcoscenico, in una pietra calcarea che al tramonto diventa color miele. Rosario Gagliardi e il suo allievo Vincenzo Sinatra ne firmarono quasi tutto. È una delle otto città tardo barocche del Val di Noto patrimonio UNESCO, e la chiamano la capitale del barocco. La sua cattedrale crollò una seconda volta, il 13 marzo 1996, e riaprì il 18 giugno 2007. Il Corso è chiuso ai veicoli, e si fa tutto a piedi.
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Sosta e pernottamento
Il centro è chiuso alle auto e a maggior ragione ai camper: si dorme fuori e si sale a piedi, oppure si dorme al mare, a Lido di Noto, e in città si torna col camper.
Agricampeggio Antico Trappeto
Contrada Faldino, SS 115, 96017 Noto (SR)
aperto tutto l'anno, con la corrente, i bagni, le docce, il carico e lo scarico. Per il centro il gestore fa una navetta per i suoi ospiti, compresa nella tariffa. A piedi sono una ventina di minuti, in salita: Porta Reale sta una settantina di metri più in alto
fino a quaranta posti
ElettricitàAcquaScaricoWCDocciaWi-Fi
A pagamento, il gestore non pubblica le tariffe per i camper · 328 806 5260 · anticotrappetonoto.it
un'area privata recintata e alberata a Lido di Noto, sul lungomare, aperta tutto l'anno, con il camper service, le docce calde e la corrente compresa fino a 4 kWh al giorno. Le piazzole sono in piano e larghe abbastanza per i camper lunghi. Per la città si riprende il camper
cinquanta piazzole
ElettricitàAcquaScaricoWCDocciaWi-Fi
24 euro a notte il camper con due persone e la corrente fino al 20 dicembre 2026, 26 euro dal 21 dicembre al 7 gennaio 2027, con la tassa di soggiorno a parte · 339 612 1174 · oasiparkfalconara.com
Il camper resta in sosta, e Noto si fa a piedi: il Corso è piano, il resto sale.
Il Corso Vittorio Emanuele, da Porta Reale a Piazza XVI Maggio, è area pedonale: ci entrano solo i mezzi autorizzati, per il carico e lo scarico a orari fissi, e il camper resta fuori
Dall'estate alla fine di ottobre, la domenica e i festivi, l'area pedonale si allarga alle vie intorno al Corso: nel 2025 valeva dalle 8 del mattino alle 2 di notte
Il Corso sta intorno ai 115 metri, Noto Alta, il quartiere del Pianazzo, una cinquantina di metri più su, a scalinate
Vicino a Porta Reale ci sono due parcheggi a pagamento, ma nessuno dei due dice se prende i camper
Per tutto quello che è aperto e chiuso, l'Info Point del Comune risponde al 339 4816218 e a infopointnoto@gmail.com
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Punti di interesse
Il Corso si percorre da est a ovest, da Porta Reale fino a Piazza XVI Maggio, e le chiese si aprono una dopo l'altra in cima alle loro scalinate. Via Nicolaci sale a destra a metà strada. Noto Antica e Vendicari sono fuori, e chiedono il camper. Tocca un punto sulla mappa per aprirne la scheda qui sotto.
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Porta Reale
Monumento · ingresso libero · 36.89005, 15.07375
Corso Vittorio Emanuele, 96017 Noto (SR)
l'arco d'ingresso al Corso, costruito nel 1838 per la visita del re Ferdinando II di Borbone, e per questo chiamato anche Porta Ferdinandea. In cima ci sono tre sculture, un pellicano al centro, una torre e un cane. Dietro, verso est, c'è la villa comunale. È da qui che si entra, e da qui conviene cominciare.
l'asse della città nuova, da est a ovest, che si apre in tre piazze: quella dell'Immacolata, con San Francesco, quella del Municipio, con la cattedrale e Palazzo Ducezio, e Piazza XVI Maggio, con San Domenico. Il piano lo si attribuisce al gesuita Angelo Italia, con il matematico Giovanni Battista Landolina. Le facciate guardano tutte verso il Corso, e il sole del pomeriggio le prende di fronte: è la ragione per salire tardi.
la prima chiesa che si incontra lungo il Corso venendo da Porta Reale, in cima a una scalinata a tre rampe. La costruirono fra il 1704 e il 1755 Rosario Gagliardi e Vincenzo Sinatra, con la facciata a due ordini. Dentro, una navata sola con gli stucchi di Pasquale Cascone e Giuseppe Gianforma, e un'Immacolata di legno attribuita alla bottega napoletana di Giacomo Colombo. Dal 2019 è santuario mariano. Gli orari di apertura non li pubblica nessuna fonte ufficiale.
Chiesa · ingresso a pagamento · 36.89081, 15.07193
Corso Vittorio Emanuele 122, 96017 Noto (SR)
il complesso più grande di Noto, la basilica con l'ex monastero benedettino e il seminario, progettato da Vincenzo Sinatra nella prima metà del Settecento. Le grate ai balconi servivano alle monache di clausura, per guardare il Corso senza farsi vedere. Sopra il monastero c'è la torre belvedere, che si guarda da sotto. Nel monastero c'è anche il Museo Civico Archeologico, che il Comune dà con l'orario estivo e invernale senza dire quando si passa dall'uno all'altro: è l'alternativa al coperto se piove.
Orari il Museo Civico d'estate 10:00-13:00 e 15:00-18:00, d'inverno 9:30-13:30; il 25 dicembre 10:00-13:00, dal 26 dicembre al 6 gennaio 10:00-13:00 e 15:00-17:00 · il Museo Civico 7 euro, 3,50 i ragazzi · 331 249 6295
una chiesa ellittica, disegnata da Rosario Gagliardi intorno al 1730 e finita nel 1758, sul modello delle chiese romane. Dentro c'è una Madonna col Bambino di marmo del Cinquecento attribuita ad Antonello Gagini, portata via da Noto Antica. Si entra da via Pier Capponi, perché il portale sul Corso è rimasto troppo in alto quando, a fine Settecento, la strada è stata abbassata. Dalla terrazza sul tetto si guarda la cattedrale di fronte: si paga, e il prezzo e l'orario li dicono solo siti non ufficiali.
Chiesa · ingresso a pagamento · 36.89160, 15.07087
Piazza Municipio 1, 96017 Noto (SR)
la chiesa madre in cima alla grande scalinata a quattro rampe, finita nella prima metà dell'Ottocento. La prima cupola crollò nel 1848 e fu rifatta; la seconda crollò il 13 marzo 1996, quando cedette un pilastro, e si portò dietro la navata centrale e quella destra. La ricostruirono dal 2000 con la pietra di qui e di Modica, e riaprì il 18 giugno 2007. La cupola nuova ha la Pentecoste e gli Evangelisti di Oleg Supereco, trecento metri quadrati di affresco a trentadue metri d'altezza, finiti nel 2011. Nella navata destra c'è l'urna d'argento di San Corrado, il patrono. Dall'aprile 2024 i turisti pagano, secondo la stampa locale 2 euro, 2,50 con il museo; chi abita nelle province di Siracusa e Ragusa no. Il Museo della Cattedrale è accanto, a Palazzo Landolina, in via Montuoro 11, tutti i giorni 10:00-18:00, e risponde al 327 0162589. Gli orari della chiesa la diocesi non li pubblica.
il municipio, di fronte alla cattedrale, cominciato da Vincenzo Sinatra nel 1746 sul modello dei palazzi francesi del Seicento, con il loggiato ad archi lungo il Corso. Dentro c'è la Sala degli Specchi, ovale, con gli stucchi e gli ori, e la volta dipinta da Antonio Mazza nel 1826 con la storia di Ducezio, il re dei Siculi che fondò la città antica. La sala e la terrazza hanno riaperto alle visite il 3 ottobre 2026, dopo più di due anni, insieme a Palazzo Nicolaci e al teatro; gli orari e il biglietto della riapertura il Comune non li ha ancora pubblicati.
la chiesa del Collegio dei Gesuiti, cominciata nel 1730 e quasi certamente di Gagliardi, con la facciata a tre ordini che si curva verso il Corso. La campana e l'altare maggiore vengono dalla chiesa dei Gesuiti di Noto Antica. Dal campanile si sale fino alla cella delle campane, e da lassù si vedono i tetti di tutta la città: si paga poco, ma prezzo e orari li danno solo siti non ufficiali.
la strada in salita che parte dal Corso e finisce contro la facciata di Montevergine. A sinistra c'è il palazzo dei principi di Villadorata, cominciato nel 1720 e finito nel 1765 con Vincenzo Sinatra, novanta stanze. Sulla strada danno sei balconi più quello centrale, ognuno retto da mensoloni scolpiti tutti diversi: leoni, bambini paffuti, centauri, cavalli alati, chimere e sirene. I balconi si guardano da sotto, ed è gratis. Gli interni, con il salone delle feste dipinto, hanno riaperto alle visite il 3 ottobre 2026, come la Sala degli Specchi, e anche qui orari e biglietto non sono ancora pubblicati. A maggio la via si copre di fiori per l'Infiorata.
la chiesa del monastero benedettino, in cima a via Nicolaci, finita nel 1762 e attribuita a Vincenzo Sinatra. La facciata concava, stretta fra due campanili, è fatta per chiudere la strada come un fondale di teatro, e la si guarda soprattutto da giù. Dentro ci sono le pale di Costantino Carasi. Gli orari non li pubblica nessuno.
l'ultima piazza del Corso, con il giardino e la fontana d'Ercole. Sopra c'è San Domenico, di Rosario Gagliardi, fra il 1703 e il 1727: la facciata convessa a due ordini è per molti la più bella di Noto, e dentro la pianta a croce greca ha cinque cupole e le tele di Vito D'Anna. Di fronte c'è il Teatro Tina Di Lorenzo, inaugurato nel 1870, trecento posti: ha riaperto alle visite il 3 ottobre 2026 con Palazzo Nicolaci, e per il resto si entra con gli spettacoli della Fondazione. Poco più su, in via Cavour, Palazzo Castelluccio si guarda solo da fuori: dal 2024 sta diventando un albergo.
la città che c'era prima del 1693, sul monte Alveria, a otto chilometri dalla nuova, lungo la provinciale 64. Dopo il terremoto la abbandonarono, e quello che resta sono le mura, la Porta della Montagna con il motto "numquam vi capta", mai presa con la forza, il castello del 1091 e le rovine delle chiese fra gli ulivi. Il Comune non pubblica orari, e l'ingresso è libero. Ci si va col camper, e basta una mattina.
la riserva sul mare a sud di Noto, con le saline, la torre sveva e la vecchia tonnara, e le spiagge che si raggiungono solo a piedi. Gli uccelli migratori ci passano proprio in autunno. Gli ingressi stanno tutti sulla provinciale 19, e quello di Calamosche è chiuso dal settembre 2026 per un albero caduto sulla strada. Il biglietto vale tutto il giorno e per tutti gli ingressi; dentro non ci sono né acqua né ristoro, e i cani non entrano. Sta sulla strada verso Marzamemi e non verso Siracusa: è la prima cosa da aggiungere avendo un giorno in più.
Orari da novembre a marzo 9:30-16:00, a ottobre 7:00-18:00, con gli ingressi chiusi un'ora prima · 3,50 euro, ridotto 1,50, la famiglia 7 euro, gratis sotto gli otto anni, solo con la carta · 0931 67450 · riserve-vendicari-cavagrande-pantalica.it
il patrono, con l'urna d'argento portata in processione per la città; ogni dieci anni arriva fino all'eremo, a cinque chilometri
da confermare19 feb · 29 ago
Le date di quest'anno non sono ancora uscite
Infiorata di Noto
a metà maggio
via Nicolaci coperta da quadri di petali di fiori, diversi ogni anno su un tema. Nel 2026 si è visitata dal 16 al 19 maggio, con il biglietto da 5 euro, 3 per le scuole, e gratis per chi abita a Noto
Notomusica
da fine luglio a metà agosto
il festival internazionale di musica nel cortile del Collegio dei Gesuiti, arrivato nel 2026 alla cinquantunesima edizione, con sei serate dal 25 luglio al 19 agosto
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Consigli utili
La granita da assaggiare è quella del Caffè Sicilia, sul Corso al 125, della famiglia Assenza dal 1892. È aperto tutti i giorni dalle 8:00 alle 21:30, il venerdì, il sabato e la domenica fino alle 22:00, ma dal 9 novembre al 18 dicembre è chiuso. Telefono 0931 835013
La Mandorla di Noto è presidio Slow Food, e si compra anche come pasta di mandorla. Da bere c'è il Moscato di Noto, dolce, e il Nero d'Avola della Noto DOC
Palazzo Nicolaci, la Sala degli Specchi e il teatro hanno riaperto il 3 ottobre 2026, ma orari e biglietti non sono ancora scritti da nessuna parte: prima di salire si chiede all'Info Point, 339 4816218, infopointnoto@gmail.com
Si arriva a mezzogiorno, ci si sistema all'agricampeggio e si sale nel pomeriggio, quando il sole prende di fronte le facciate del Corso. A novembre il sole tramonta poco prima delle cinque, a dicembre verso le cinque meno un quarto
Per guardare la città dall'alto ci sono il campanile di San Carlo e la terrazza di Santa Chiara. Basta salirne uno
La mattina dopo, prima di partire per Siracusa, c'è il tempo per la cattedrale e per il Museo Civico, che d'inverno apre solo la mattina
Noto · seconda parte
e poi?
Cosa si assaggia, e dove si va domani.
Assaggiare
Noto è la città delle mandorle, e il modo più semplice di assaggiarle è freddo.
Distanze e tempi su strada, misurati con OSRM sui dati OpenStreetMap.
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Noto in fotografie
24 scatti del nostro passaggio. Toccane uno per vederlo grande.
il Corso Vittorio Emanuele dall'alto, con la cattedrale di San Nicolò in cima alla scalinata e Palazzo Ducezio a sinistraFoto: Berthold Werner, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0Porta Reale con il pellicano in cima, e dietro l'arco il Corso che cominciaFoto: Holger Uwe Schmitt, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0il pellicano di pietra in cima a Porta Reale, contro il cieloFoto: Bernard Gagnon, Wikimedia Commons, CC BY 4.0la scalinata a tre rampe di San Francesco all'Immacolata, con la facciata in cimaFoto: Betti1955, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la facciata del Santissimo Salvatore in fondo alla sua piazza, fra i palazzi del CorsoFoto: SilviaB08, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la torre belvedere del monastero del Santissimo Salvatore sopra i tettiFoto: Bernard Gagnon, Wikimedia Commons, CC BY 4.0la cattedrale di San Nicolò in cima alla scalinata a quattro rampe, fra i palazzi della piazzaFoto: Holger Uwe Schmitt, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la facciata della cattedrale accesa dal sole basso, con le due torri campanarieFoto: Benjamin Smith, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la navata della cattedrale ricostruita, bianca, con gli affreschi nuovi della cupola e dell'absideFoto: Diego Delso, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0Palazzo Ducezio, il municipio, con il loggiato ad archi lungo il CorsoFoto: Holger Uwe Schmitt, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la Sala degli Specchi di Palazzo Ducezio, con gli stucchi dorati e la volta dipintaFoto: Derbrauni, Wikimedia Commons, CC BY 4.0la facciata curva di San Carlo al Corso, vista da sottoFoto: Diego Delso, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0le tre campane nella cella del campanile di San Carlo, dove si sale a guardare la cittàFoto: Diego Delso, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0i coppi del tetto di San Carlo e, oltre, le case di Noto fino alla campagnaFoto: Diego Delso, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0via Nicolaci guardata dall'alto, verso il Corso, con i balconi di Palazzo Nicolaci sulla destraFoto: Holger Uwe Schmitt, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0un balcone di Palazzo Nicolaci visto da sotto, con i mensoloni scolpiti a volti e figureFoto: Holger Uwe Schmitt, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0da vicino, i putti e i mostri scolpiti nella mensola di un balcone di Palazzo NicolaciFoto: giomodica, Wikimedia Commons, CC BY 3.0il salone delle feste di Palazzo Nicolaci, con le pareti e il soffitto dipintiFoto: Holger Uwe Schmitt, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la facciata concava di Montevergine in fondo a via Nicolaci, fra i balconiFoto: poudou99, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0San Domenico dietro il giardino di Piazza XVI Maggio, con il grande pinoFoto: TeKappa, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la facciata del Teatro Tina Di Lorenzo su Piazza XVI MaggioFoto: SpadaLumos, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0i palchi del Teatro Tina Di Lorenzo, in quattro ordini, con le luci acceseFoto: sailko, Wikimedia Commons, CC BY 2.5i tetti di Noto dall'alto, fino alle colline della campagnaFoto: TheRukk, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0la Porta della Montagna di Noto Antica, l'arco nelle mura della città abbandonataFoto: Mboesch, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0