
Passeggiate · Bagno Vignoni · Italia
Il Parco dei Mulini a Bagno Vignoni
quattro mulini medievali scavati dentro la roccia, e l'acqua termale che li muoveva tutto l'anno
L'acqua che riempie la piazza di Bagno Vignoni non si ferma lì: esce dalla vasca cinquecentesca e scende lungo la rupe di travertino, dove quattro mulini medievali sono scavati dentro la roccia. Grazie alla sorgente termale macinavano trecentosessantacinque giorni all'anno, anche ad agosto, quando gli altri mulini toscani si fermavano per la siccità. Il parco non ha cancelli, non ha orari e non costa niente. In acqua non si entra, che un'ordinanza comunale lo vieta in tutta l'area dal 2010: si cammina, su travertino bagnato, con il rumore dei gorelli addosso e il bianco della roccia che acceca.
Come arrivarci
- Dallo spiazzo libero su strada bianca al parco si scende per una decina di metri di dislivello
- L'altra via è dalla piazza del borgo, per una scalinata fra le case in pietra percorribile da chiunque
- Dentro il parco si cammina su travertino liscio e bagnato: serve una scarpa che tenga, e attenzione a dove si mette il piede
Informazioni pratiche
Durata una giornata intera, contando la discesa, il giro dei quattro mulini e il prolungamento verso le vasche libere del fiume Orcia; il parco non chiude mai, ma le ore migliori sono fra le 10 e le 16 di una giornata di sole
Prezzo gratuito
Quando andarci aprile-giugno
Adatto a chi cammina senza problemi su terreno irregolare; non è adatto ai passeggini né a chi ha mobilità ridotta
Prenotazione non serve, l'area è a ingresso libero e senza orari
Contatti
Dove si trova
Bagno Vignoni · Toscana
Appunti
- La balneazione è vietata in tutta l'area del parco: ordinanza n. 22 del 31 marzo 2010 del Comune di San Quirico d'Orcia, sanzione amministrativa da 25 a 500 euro, con il testo delle disposizioni affisso su un cartello nel parco
- Le stesse disposizioni vietano di uscire dai percorsi preparati, oltrepassare le recinzioni, arrampicarsi sui ruderi e sui parapetti, accendere fuochi in qualsiasi stagione, raccogliere piante e asportare rocce, minerali o fossili; i cani entrano solo al guinzaglio e tenuti
- Nel parco non c'è nessun servizio: niente spogliatoi, niente docce, niente acqua potabile. Conviene portarsi almeno due litri d'acqua a testa e la crema solare, perché il riflesso del travertino bianco amplifica il sole anche sotto la vegetazione
- I quattro mulini stanno in fila lungo la rupe: il Mulino di Sopra e il Mulino Buca sono interamente ipogei, il Mulino di Mezzo e il Mulino da Piedi hanno la stanza delle macine fuori terra e il locale delle ruote interrato
- Tutto è ricavato in negativo nella roccia calcarea, mulini, gorelli, vasche di accumulo e perfino le strade di accesso: la rupe era troppo ripida perché avesse senso costruirci sopra
- Le macine giravano su ruota orizzontale, mosse da un getto in pressione che usciva dalla vasca di accumulo; grazie alla sorgente termale i mulini lavoravano 365 giorni all'anno, anche d'estate, quando gli altri mulini toscani si fermavano per la siccità
- Restarono in funzione fino alla metà degli anni Cinquanta. Nel 1999 il Comune di San Quirico d'Orcia acquisì l'area e avviò il recupero, finanziato in parte dal programma Raphael dell'Unione europea per il patrimonio archeologico industriale; l'inaugurazione è del settembre 2000
- Dalla parte bassa del parco si arriva alle vasche libere formate dal fiume Orcia, dove l'acqua termale si raccoglie e si raffredda prima di immettersi nel fiume: vegetazione più fitta, acqua più fresca, quasi nessuno intorno
- Il periodo migliore è fra aprile e giugno, quando la vegetazione è verde e il caldo non è ancora quello di agosto; d'inverno il posto è freddo e resta poco da fare


