
Ricetta · Trentino-Alto Adige · Madonna di Campiglio
Strangolapreti alla trentina
gnocchi di pane raffermo e spinaci, burro e salvia: il piatto di recupero della cucina trentina, nato secondo la leggenda durante il Concilio di Trento, quando i prelati ospitati dalle famiglie locali se ne abbuffavano fino a strozzarsi
preparazione
Come si fa
Le dosi sono per 4-6 persone. I passi sono nell'ordine in cui si fanno.
- lava gli spinaci e cuocili in padella con la sola acqua rimasta sulle foglie, per tre o quattro minuti
- scolali e strizzali molto bene, perché l'acqua che resta rende molle l'impasto, poi tritali finemente al coltello
- taglia il pane raffermo a dadini piccoli, togliendo la crosta se è molto dura, e bagnalo con il latte tiepido
- lascialo ammorbidire venti o trenta minuti, mescolando ogni tanto
- in una ciotola grande unisci il pane ammollato e strizzato, gli spinaci tritati, le uova, il formaggio, una grattata di noce moscata, sale e pepe
- aggiungi la farina poco per volta, fino a un impasto morbido ma compatto: più farina metti, più duri vengono gli gnocchi
- lascia riposare l'impasto trenta minuti
- con le mani infarinate forma gnocchi oblunghi di cinque o sei centimetri e due di diametro, oppure palline tonde, e appoggiali su un vassoio infarinato
- porta a bollore abbondante acqua salata in una pentola capiente e aggiungi un filo d'olio
- tuffa gli strangolapreti delicatamente: quando salgono a galla aspetta due o tre minuti, per otto o dieci minuti di cottura in tutto, poi scolali con la schiumarola
- intanto sciogli il burro in padella con le foglie di salvia e lascia insaporire
- salta gli gnocchi nel burro mescolando piano e servi con il Trentingrana grattugiato
Altre ricette
Prima quelle dello stesso paese.


