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La Valle dei Templi
la Via Sacra di Akragas dal tempio di Giunone a Porta V, con il giardino della Kolymbethra in fondo
Pindaro la chiamò la più bella fra le città dei mortali, e di quella città, Akragas, resta una cresta di roccia con i templi in fila, uno dopo l'altro, a guardare il mare. La fondarono intorno al 580 a.C. coloni venuti da Gela e da Rodi, e nel V secolo era abbastanza ricca da cominciare uno dei più grandi edifici sacri del mondo antico, il tempio di Zeus, che non ebbe mai il tetto: nel 406 a.C. arrivarono i Cartaginesi, e il cantiere restò aperto per sempre. La Via Sacra si cammina da un capo all'altro, dal tempio di Giunone in cima fino a Porta V in basso, e in mezzo c'è il tempio della Concordia, che è fra i templi greci meglio conservati che esistano: alla fine del VI secolo, secondo la tradizione, il vescovo Gregorio lo trasformò in chiesa, e una chiesa non la si smonta per farne pietre. In fondo alla discesa, in una piccola valle fra due templi, c'è il giardino della Kolymbethra, agrumi e ulivi dove i Greci avevano scavato una vasca. La Valle è patrimonio UNESCO dal 1997.
Come arrivarci
La Valle ha due capi, e il percorso è una linea: chi lascia il camper a un capo deve tornarci. Il modo più comodo è salire a Giunone con l'autobus e scendere a piedi.
- Il camper si lascia a Porta V, il capo basso, in via Caduti di Marzabotto: è il parcheggio della Valle dove stanno i camper. È a pagamento, e di notte non ci si dorme
- Il Temple Tour Bus ferma a Porta V e al tempio di Giunone con la sua linea B: 5 euro il biglietto del giorno, gratis i bambini fra 4 e 12 anni, 12,50 euro la famiglia. Il lunedì non passa, e il gestore scrive che non gira nemmeno nei mesi più freddi
- Gli autobus della TUA partono dal centro, da Piazzale Rosselli e dalla stazione: la linea 2/ sale al tempio di Giunone e la linea 1 passa da Porta V, quindi si sale con l'una e si torna con l'altra, con il biglietto da 1,20 euro
- Senza autobus si sale a piedi da Porta V fino a Giunone lungo la Via Sacra, e si ridiscende per la stessa strada
Informazioni pratiche
Durata la sola Via Sacra, da Giunone a Porta V, sono tre o quattro ore con le soste ai templi. Con la Kolymbethra si arriva a mezza giornata piena, e con il museo Griffo a una giornata intera.
Prezzo 14 euro, ridotto 7, gratis sotto i 18 anni
Quando andarci tutto l'anno, meglio il pomeriggio fino al tramonto
Adatto a tutti, e la Regione lo dichiara il primo parco archeologico interamente accessibile: ci sono due carrozzine elettriche gratuite, da prenotare entro il giorno prima. Il tempio di Giunone sta su uno sperone con i gradini, e la Kolymbethra si scende per una scalinata.
Prenotazione non è obbligatoria, ma la biglietteria consiglia l'acquisto online su CoopCulture perché gli ingressi sono contingentati. Il biglietto vale tutto il giorno scelto, a qualunque ora.
Contatti
Dove si trova
Agrigento · Sicilia
Appunti
- Orari e prezzi presi dalle fonti ufficiali il 28 ottobre 2026: la Valle è aperta tutti i giorni dell'anno, lunedì compreso, e la biglietteria scrive dalle 8:30 alle 20:00 con ultimo ingresso alle 19:00, senza un orario d'inverno a parte. Da novembre a marzo la biglietteria del Teatro Ellenistico, di fronte al museo, è chiusa: si entra da Giunone o da Porta V
- Il biglietto: intero 14 euro, ridotto 7 per i cittadini europei fra 18 e 25 anni e per i soci del FAI; gratis chi non ha compiuto diciotto anni, accompagnato da un adulto se ha meno di dodici. Ingresso libero per tutti la prima domenica del mese
- Il combinato con la Kolymbethra costa 20 euro intero, 12 ridotto, e 2 euro per i ragazzi fra 6 e 17 anni. A novembre e a dicembre il giardino fa 10:00-16:00 con ultimo ingresso alle 15:30, e il combinato online si compra entro le 13:15. Nella Kolymbethra si entra solo dopo essere entrati nella Valle, e l'ingresso consigliato è quello di Porta V
- Il tramonto: da novembre a gennaio il sole scende fra le cinque meno dieci e le cinque e dieci, quindi lo si vede da dentro la Valle. La Concordia e Giunone hanno un fronte verso ovest, e al tramonto prendono la luce radente
- Quasi ogni nome è sbagliato, e il parco lo scrive per ciascuno. La Concordia si chiama così per un'iscrizione romana alla "concordia degli Agrigentini" che nel Cinquecento Tommaso Fazello collegò per errore al tempio; Giunone viene da un passo di Plinio che parlava di un tempio di Crotone; i Dioscuri da un verso di Pindaro, e il tempio era più probabilmente di Demetra e Persefone. Le quattro colonne famose dei Dioscuri sono una ricostruzione dell'Ottocento, fatta con pezzi di epoche diverse
- Il tempio di Ercole è il più antico, della fine del VI secolo a.C., e le otto colonne in piedi sul lato sud le rialzò fra il 1922 e il 1924 Sir Alexander Hardcastle, il capitano inglese che visse a Villa Aurea e pagò gli scavi di tasca sua finché il crollo di Wall Street del 1929 non lo rovinò
- Il Telamone: fra le semicolonne del tempio di Zeus stavano giganti di pietra di otto metri che reggevano la trabeazione. Uno è stato ricomposto con i blocchi originali, rimesso in piedi su una struttura d'acciaio e inaugurato il 29 febbraio 2024. Un altro, ricomposto già prima e alto 7,65 metri, sta al Museo archeologico Pietro Griffo
- Il museo Griffo è fuori dalla Valle, dall'altra parte della strada, in contrada San Nicola: tutti i giorni, lunedì compreso, 9:00-19:30, ultimo ingresso alle 19:00, 10 euro, ridotto 5, gratis sotto i 18 anni. Oltre al Telamone ci sono l'Efebo di Agrigento, del 480 a.C. circa, e i grandi crateri dipinti. Il biglietto integrato con la Valle costa 19,20 euro secondo la pagina della Valle e 20,20 secondo quella del museo; per una famiglia c'è la Card Family della Valle e del museo, 33,60 euro per due adulti e i figli sotto i ventisei anni, che vale un anno
- L'Icaro caduto di Igor Mitoraj, il bronzo sdraiato davanti alla Concordia, nel 2023 doveva essere spostato, ed è rimasto
- La Kolymbethra era la vasca che Terone fece scavare dopo la vittoria di Himera, nel 480 a.C.: Diodoro la descrive popolata di pesci e di cigni. Interrata, diventò un orto, e con gli agrumi prese il nome di "giardino", come si chiamano in Sicilia gli agrumeti. Il FAI la cura dal 1999: limoni, mandarini e aranci di varietà antiche irrigati alla maniera araba, e più in alto ulivi saraceni, carrubi, mandorli e fichidindia. È l'unico posto ombroso di tutta la visita
- Sotto il giardino corrono gli acquedotti di Feace, e con l'Associazione Agrigento Sotterranea si scende per una quarantina di minuti, in gruppi di sei, con un supplemento di 10 euro, ridotto 7: scarpe chiuse. Da chiedere alla biglietteria del giardino se il giro si fa quel giorno
- Sulla Via Sacra l'ombra è poca: un cappello e l'acqua servono anche d'autunno
Foto: Ignazio Catalano @ignazioaph
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Foto: cattan2011, Wikimedia Commons, CC BY 2.0
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